Caro carburanti: nessuno sgombero forzato da parte delle forze dell’ordine al presidio del “Bivio Tumarrano”, lungo la SS 289 Palermo-Agrigento

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I manifestanti hanno smentito le voci di uno sgombero forzato da parte delle forze dell’ordine, parlando invece di una sospensione temporanea della protesta

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“Nessuno sgombero forzato da parte delle forze dell’ordine è avvenuto al presidio del “Bivio Tumarrano” lungo la strada statale 289 Palermo – Agrigento all’altezza di Cammarata, iniziato martedì 20 mattina, autorizzato dal Prefetto di Agrigento e terminato nella serata di giovedì 22″. Lo evidenzia, in una nota, l’imprenditore zootecnico Nicolò Madonia che ha partecipato al presidio contro il caro carburanti.

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“Tutti noi, responsabili del presidio di comune accordo – dichiara Madonia – abbiamo deciso di desistere per sfinimento. Dopo oltre 60 ore, nonostante i turni nelle ore notturne per garantire ad ognuno di noi tre quatto ore di sonno, abbiamo visto crollare le nostre forze fisiche”. “Non si ferma, comunque, lo stato di agitazione – continua Madonia – né ci soddisfano le briciole messe a disposizione dalle istituzioni nazionali e regionali. Attendiamo che con  buon senso e  responsabilità chi è deputato al Governo della Nazione prenda atto della insostenibile situazione”. “È troppo semplice addurre  ad una congiuntura internazionale la devastazione economica del Paese. Chi governa può disporre provvedimenti “eccezionali” immediati senza attendere che gli eventi li risolvano. Nel recente passato “l’imprevisto” covid ha messo in luce come sia possibile rinunciare al “rigore per il rigore”. Si sono trovate somme inimmaginabili solo qualche mese prima della catastrofe”.

“Siamo pronti a tornare al presidio – conclude l’imprenditore di Cammarata – ed in queste ore stiamo cercando di sensibilizzare tutti alla eventuale necessità di manifestare una situazione insostenibile, che è già critica. Se fosse necessario per lo Stato riacquisire il controllo dell’Eni, dell’Enel e quant’altro lo si faccia. Così come si aumenta il debito pubblico finanziando le guerre si faccia ciò che è necessario per la sopravvivenza della Nazione”.

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