La musica per l’inclusione: da Milano a Ballarò
La Fondazione Antonio Carlo Monzino dal 2027 porterà i suoi progetti culturali benefici in tutta Italia, a cominciare da Palermo. In Lombardia è attiva dal 1999 con iniziative dedicate ai giovani, al mondo delle carceri e degli ospedali. La storia della Famiglia Monzino nella musica prende avvio dal 1700. Un patrimonio morale oltre che di competenze e passione che oggi sono a disposizione della collettività
Lo provano scienza e sociologia: la musica arricchisce la crescita personale e collettiva, favorisce l’integrazione sociale e sostiene la multiculturalità, unisce in una dimensione di ascolto reciproco, offre ai giovani espressione e sviluppo armonioso. Queste le premesse dell’impegno sociale della Fondazione Antonio e Carlo Monzino che dal 1999 sostiene progetti solidali che utilizzano la musica come strumento concreto di sviluppo per le persone e la collettività. Fin dalla giovane età, la pratica musicale diventa un ponte contro la violenza e il disagio sociale, capace di generare ascolto, empatia e rinascita.
L’ente promuove l’alfabetizzazione e la pratica musicale per tutti, con un’attenzione particolare ai più giovani, nella convinzione che la musica sia una componente fondamentale nel percorso di crescita.
La Fondazione rappresenta l’eredità morale della Famiglia Monzino che, dopo aver scritto pagine importanti e preziose della nostra storia – in particolare di Milano – in tema di strumenti musicali, si è posta come obiettivo lo ‘sharing culturale’, come fu definito da Pierluigi Panza sul Corriere della Sera, per il benessere della comunità. E ora, forte di una esperienza di 27 anni, la Fondazione mira portare i suoi progetti nelle più importanti città del Paese. A cominciare da Palermo, dove sono già in atto accordi con la Fondazione Made in Sicily ETS per animare con le sette note il difficile e affascinante quartiere del mercato Ballarò dove è maggiormente concentrato il disagio sociale in tutte le sue forme.
La Fondazione porta infatti la musica nei luoghi in cui è più necessaria, tra i giovani, nelle carceri e negli ospedali, offrendo l’opportunità a chiunque di esprimersi, crescere e ritrovare armonia con sé e con gli altri.
I Monzino risultano maestri liutai nel capoluogo lombardo dalla seconda metà del 1700 ed è grazie all’’atelier Monzino’ che nasce e si sviluppa la liuteria a Milano tra ‘800 e ‘900 e, fino agli Anni 70 del secolo scorso, i migliori liutai italiani sono usciti proprio da quella bottega. Nel tempo, ‘Monzino’ è diventato un brand acclamato in particolare per le produzioni di corde armoniche tanto che Nicolò Paganini esigeva solo e soltanto i loro manufatti. Non meno fortunata è stata l’impresa economica di rilevanza internazionale e le sue ricadute in ambito lavorativo e sociale tra ‘800 e ‘900; notevole anche l’attività nell’editoria musicale che ci ha lasciato testimonianza di un patrimonio musicale davvero unico grazie alla conservazione dei manoscritti, delle bozze di stampa, delle lastre di piombo e delle stampe finali.

La Famiglia da 27 anni dedica passione, strumenti, cultura, conoscenze e documentazione a iniziative educative attraverso la Fondazione voluta e presieduta da Antonio Monzino VII, che spiega:
“Fare musica significa acquisire competenze, rafforzare la fiducia in sé stessi, imparare a stare in relazione con gli altri. È un’esperienza che accompagna nel tempo e che può fare la differenza, un antidoto che aiuta a prevenire situazioni di disagio, contrastare fenomeni come il bullismo e l’abbandono scolastico, favorire inclusione e partecipazione. Operiamo con la consapevolezza della tradizione, credendo nella Famiglia, e nei valori che ne accompagnano il cammino, con lo sguardo rivolto al futuro, nella certezza che promuovere la conoscenza, il sapere e soprattutto il saper fare riferendomi alla pratica musicale nella formazione dei giovani, sia condizione essenziale per la costruzione di un Paese con solide basi strutturali”.
Al fianco di Antonio Monzino nella governance figurano il nipote Andrea Monzino, Direttore della Fondazione; a vario titolo, la moglie e i fratelli del presidente.
I valori dichiarati sono promozione culturale, inclusione, interazione personale, prevenzione.
Ambassador istituzionali sono Laura Marzadori – Primo violino della Scala di Milano (oltre all’impegno alla Scala prosegue nell’attività solistica che la vede collaborare con direttori di fama e tenere concerti in tutto il mondo) e la neuroscienziata cognitiva Laura Ferreri, docente di Psicologia e Neuroscienze della Musica all’Università di Pavia. La sua ricerca è volta principalmente a studiare i processi emozionali, di ricompensa e memoria legati alla musica. È attivamente impegnata nella divulgazione delle neuroscienze della musica tramite conferenze, eventi e media. La ricerca scientifica conferma che la pratica musicale potenzia le connessioni neurologiche delle attività cerebrali, coinvolge l’individuo a livello emozionale e relazionale e produce benefici concreti sul benessere della persona.
Fare musica significa quindi offrire l’opportunità di sviluppare l’autostima, migliorare la comunicazione non verbale, favorire l’aggregazione sociale e multiculturale, ridurre le disuguaglianze e accorciare le distanze tra le persone. La sua azione è particolarmente efficace sulla prevenzione e sul recupero del disagio esistenziale, sia per i più giovani sia per le persone con patologie degenerative gravi.

