“Survivor”, i sopravvissuti della politica regionale siciliana
Tutto è apparecchiato per la sopravvivenza di una classe dirigente, cosa che non scandalizza se fosse pure diligente e non assente
Survivor era la famosa canzone di Gloria Gaynor degli anni ’70, ma sembra trasmettere perfettamente lo stato della politica regionale siciliana. In questo momento si confrontano due sopravvivenze, quasi sempre inconciliabili. La prima è il tentativo affannato, per alcuni spregiudicato oltre ogni limite di buon senso e decenza, dei deputati regionali di sopravvivere al turno elettorale. Per cui si affannano a raschiare i barili più nascosti pur di arraffare qualunque cosa possa consentire questa sopravvivenza personale, in cui la politica è spesso, se non totalmente assente. Dall’altra parte ci siamo noi siciliani che tentiamo di sopravvivere in assenza di diritti, risposte e servizi che dovrebbero garantire i primi.
Paradigmatico è l’ultimo caso del deputato agrigentino di Forza Italia, Gallo Afflitto. Il problema e che gli afflitti veri sono gli altri, i milioni di siciliani a cui lui si disinteressa completamente: zero atti, presenze, ordini del giorno, disegni di legge, perfino parole e comunicati, cosa di cui solitamente si ammanta la politica. Il nulla assoluto. Gallo rappresenta un Buco Nero degno di Hawking della politica, un caso da studiare nelle aule universitarie. Pure uno studente appena con la 5 elementare avrebbe prodotto, se chiamato ad una importante funzione legislativa, tre righe messe in croce. Lui no, esente integralmente, un percorso netto, senza sbavature, un foglio bianco e immacolato. Non altrettanto pura sembra, la sua azione di esercizio di spazi e captazione di favori e fondi pubblici. Li il lavorìo era degno di Aleksej Grigor’evic Stachanov, l’eroe del lavoro sovietico, il minatore che estrasse in sole 5 ore 102 tonnellate di carbone. Dubitiamo che il deputato forzista conosca la Storia, ma nel suo lavoro oscuro, da minatore nell’ombra, ha scavato più di lui, sembra, in questi anni. Lui è solo un esemplare apodittico, ed evidentemente apolitico, nel senso che sembra disinteressato completamente alla sfera politica, dei deputati regionali. Non tutti sono come lui, nel senso di Guiness dei primati, ma appena arriva una variazione di bilancio tutti, o quasi, cercano di portare a casa “piccioli” per amici e parenti con le famose leggi “mancia&bevi”. In questo clima sociale e culturale si può discutere di doppia preferenza di genere o di altre cose che riguardano i diritti, normali, dei cittadini e cittadine siciliane? Giammai.
Primum vivere (nos), deinde philosophari, dicevano gli antichi, e l’Ars è più antica della camminata a piedi, si dice a queste latitudini. Ma scordandosi degli elettori, dei siciliani, diventa nociva, oltre che insopportabile, la politica. La governance viene concepita come un bancomat, per chi ha la Visa del potere, per i meno fortunati c’è lo sportello postale delle finanziarie. Tutto è apparecchiato per la sopravvivenza di una classe dirigente, cosa che non scandalizza se fosse pure diligente e non assente. È proprio l’assenza di politica e di servizi ai cittadini, dall’acqua alle liste di attesa, dalla pulizia delle strade alla loro manutenzione, che offende la coscienza civile di una popolazione. Loro devono sopravvivere, anche a dispetto di te, di noi, di tutti. Alla fine mors tua, vita mea è il motto dell’Assemblea Regionale Siciliana. Oggi il Gallo ha cantato tre volte per uno, ma non sembra finita. Ha ragione un grande vecchio della politica della seconda Repubblica come Gianfranco Miccichè: è ormai uno strazio! Se lo è per loro figuriamoci per noi.
Giovanni Pizzo

