Ballottaggi in Sicilia: debàcle del centrodestra. Vince il campo largo, venti di crisi alla Regione

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Terrana (UDC): «Il centrodestra ritrovi unità e spirito di squadra. Personalismi ed egoismi non possono prevalere»

schifani

L’esito dei ballottaggi in Sicilia ha certificato la profonda crisi del centrodestra che prima amministrava 11 Comuni (elezioni con il sistema proporzionale) ora scesi a 4, uscendo sconfitto a Messina, Marsala, Enna, Agrigento e Bronte per scelte personalistiche ed in assenza di una autorevole regia politica ma anche gli scandali regionali scoppiati recentemente hanno influito negativamente erodendo il consenso elettorale. Una prova storica di cambiamento in cui vince l’alleanza tra Centrosinistra e Controcorrente, ritenuta affidabile dalla stragrande maggioranza degli elettori. La Sicilia, secondo alcuni analisti politici, dopo i dati referendari, conferma di non essere più rappresentata dal centrodestra e da questo governo regionale. Molti si aspettano una reazione politica del presidente della regione Renato Schifani che cerca di galleggiare tra mille difficoltà sia interne a Forza Italia che esterne con i suoi alleati in perenne fibrillazione.

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Ad Agrigento successo senza precedenti del campo largo che ha portato Michele Sodano ad essere eletto sindaco. Il candidato di Controcorrente, appoggiato dall’area progressista (Pd – Avs – Movimento 5 Stelle) dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno, si è affermato sforando il 70% contro il candidato del centrodestra Dino Alonge, sostenuto da Noi con la Sicilia – Popolari e Autonomisti (Mpa), Fratelli d’Italia, Forza Italia, Forza Azzurri e Udc. A Bronte, nel Catanese, ai ballottaggi per il sindaco vince Giuseppe Gullotta supportato dal movimento Controcorrente che ha battuto Giuseppe Castiglione, politico di lungo corso.

“Le recenti vicende politiche e i risultati delle elezioni amministrative impongono a tutti noi una riflessione seria e responsabile. Nessuno può ignorare le difficoltà che si sono manifestate all’interno del centrodestra, troppo spesso alimentate da egoismi, personalismi e da un’eccessiva ricerca di affermazioni individuali, che finiscono inevitabilmente per indebolire l’intera coalizione”dichiara Coordinatore regionale UDC Sicilia Decio Terrana – che aggiunge: “una comunità politica non può vivere di sospetti reciproci, veti incrociati e continue contrapposizioni. Quando prevale il gioco al massacro e ciascuno pensa esclusivamente a sé stesso, si smarrisce inevitabilmente il senso di appartenenza e viene meno quello spirito di squadra che, in passato, ha consentito al centrodestra di essere forte, credibile e vincente”.  Terrana si toglie qualche sassolino dalle scarpe ricordando che “l’UDC non è mai stata coinvolta negli incontri della maggioranza regionale, quasi che la presenza del nostro partito potesse risultare scomoda a qualcuno. Nonostante ciò, abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento responsabile e leale, anteponendo gli interessi della coalizione a quelli di parte”.

“La politica, tuttavia, non può essere condizionata da gelosie, convenienze contingenti o logiche di esclusione. È necessario recuperare il rispetto reciproco, valorizzare tutte le forze che compongono la coalizione e ricostruire un clima di autentica collaborazione. L’UDC continuerà a offrire il proprio contributo con lealtà, equilibrio e spirito costruttivo – conclude Terrana – nella convinzione che soltanto attraverso una vera cultura di squadra, fondata sul rispetto, sulla condivisione e sul senso di appartenenza, si possa restituire forza e credibilità al centrodestra e offrire ai cittadini una proposta politica all’altezza delle sfide che ci attendono”.

Il centrosinistra ed in particolare il Pd, visto la stato confusionale in cui versa il centrodestra, sapranno cogliere l’occasione per presentare alla presidenza della Regione un candidato inclusivo e rappresentativo di tutto il campo largo o andranno in ordine sparso senza alcuna velleità di vittoria finale? “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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