Contrattazione collettiva, Fmpi:”Rivedere il contratto nazionale di lavoro e normarlo con leggi ad hoc per tutelare lavoratori e le imprese”
La proposta: Una politica di sgravi contributivi al sistema imprenditoriale che coinvolga tutti gli attiri sociali e il mondo delle istituzioni per rilanciare il mondo di lavoro, abbattendo il costo contributivo e ancora una revisione del contratto collettivo nazionale di lavoro che contempla ben 1200 contratti di lavoro diversi che creano confusione e la necessità di normarlo con leggi ad hoc per tutelare lavoratori, per contrastare il lavoro povero e garantire salari adeguati
Una politica di sgravi contributivi al sistema imprenditoriale che coinvolga tutti gli attiri sociali e il mondo delle istituzioni per rilanciare il mondo di lavoro, abbattendo il costo contributivo e ancora una revisione del contratto collettivo nazionale di lavoro che contempla ben 1200 contratti di lavoro diversi che creano confusione e la necessità di normarlo con leggi ad hoc per tutelare lavoratori, per contrastare il lavoro povero e garantire salari adeguati.
È stata questa la proposta lanciata oggi durante il convegno dal titolo “La rappresentazione si costruisce , non si impone” , promosso e organizzato da FMPI in occasione del decennale della Federazione, che si è svolto oggi a Palerno e ha visto la partecipazione di Antonina Terranova presidente nazionale FMPI, del deputato regionale Cateno De Luca. E ancora della professoressa di Diritto del lavoro all’Università degli Studi Roma Tre, Francesca Prudenzano, del segretario generale Confintesa e di Walter Rizzetto presidente della commissione lavoro alla Camera dei Deputati,, di Antonio Alessi presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Palermo e di Rosario Mazzola, presidente Anci.
“Le medie e piccole imprese che rappresento – ha detto la presidente nazionale di FMPI Antonella Terranova – rappresentano il tessuto produttivo del nostro paese e stanno vivendo un momento di crisi economica, complice il caro prezzi, il divario tecnologico e la burocrazia e più che mai in questo momento non devono essere lasciate da sole. Dobbiamo sburocratizzare e dare un sostegno concreto alle imprese, garantendo dialogo e dignità perché non vogliono lasciare indietro nessuno e la collaborazione con gli attiri sociali protagonisti e le istituzioni diventa fondamentale perché solo insieme si costruisce un futuro migliore. In questo quadro occorre potenziare la rappresentativita che come recita il titolo del convegno non si impone ma si costruisce. Le libertà sindacali associative purtroppo non hanno trovato attuazione con legge ordinarie definite che hanno generato provvedimenti che hanno fortemente limitano la libertà sindacale e non rispettabdoi diritti sanciti dall art 36 sulla giusta distruzione , sul salario mino previsto per legge e sui contenuti della contrattazione collettiva . La rappresentativita va tutelata e garantita e il legislatore non può attentare alla libera sindacale ma piuttosto deve intervenire in maniera più incisiva ,prevedendo altre norme che disciplino il mercato del lavoro e facciano chiarezza”.
“Stiamo vivendo in un periodo complicato – spiega Walter Rizzetto presidente della commissione lavoro alla Camera dei Deputati – e di grandi cambiamenti , il mondo che cambia alla velocità della luce, viviamo anche una condizione geopolitica molto complessa con un mercato del lavoro che cambia in modo esponenziale e in questo contesto la rappresentativita garantisce credibilità per fornire risposte concrete secondo quanto previsto anche dalla nostra costituzione. Bisogna tutelare la libertà sindacale che si basa sulle infrastrutture sociali che sono fondamentali per la costruzione e lo sviluppo di un paese, C’è stata un ampia riflessione in questa legislatura sulla rappresentativa e abbiamo contrastato i contratti pirati, il dumping che alimentano competizione al ribasso con la previsione di strumenti come il salario giusto come paramento di riferimento per i contratti che garantiscano buoni e giuste condizioni , cercando così di dare risposte ai lavoratori che hanno bisogno di lavoro concreto e di garanzia alle imprese per essere competitivi . La rappresentativa è uno strumento fondamentale capace di evolvere e che deve oltre certi schemi che ormai sono superati e che hanno caratterizzato il sistema delle relazioni industriale senza implicazione ideologiche e guardando solo alla tutela e al bene di lavoratori e di imprese”.
“In Sicilia – ha aggiunto il deputato regionale Cateno De Luca – abbiamo previsto 209 milioni di euro grazie alla legge su stabilità che porta alla copertura totale prevista dalla carta degli aiuti quindi per gli imprenditori che hanno investito in Sicilia è’ previsto il cento per cento del credito di impeto a differenza delle altre regioni che ne avranno invece l’ottanta per cento. Abbiamo poi avviato un’interlocuzione con il sottosegretario Luigi Sbatta per mettere all’ordine del giorno un provvedimento di indirizzo da parte del ministro per prevedere nel prossimo triennio 2027-2029 un miliardo di euro che consentirà ai nostri imprenditori a di fare un salto di qualità e di prevedere poi altre misure come il Piano Strategico che metta in correlazione sinergica la parte pubblica e quella privata per snellire i procedimenti e accelerare sui progetti a sostegno delle imprese”.
“Esistono – ha detto Alessi, presidente dell’Ordine dei consulenti del Lavoro – oltre 1200 contatti i collettivi senza controllo da parte del CNEL che creano ovviamente confusione e non garantiscono garanzie e anche i criteri vanno assolutamente rivisti perché non si può seguire il criterio del presidio territoriale o dell’ideologia politica o ancora idel numero degli iscritti ma servono piùttosto strumenti che garantiscono la libertà e la qualità delle tutele come sancito dalla nostra costituzione. E poi occorre puntare sulla sicurezza perché il lavoratore è una risorsa e bisogna tutelare i nostri artigiani che rappresentano il tessuto produttivo e soprattutto bisogna battersi per chiedere alla politica di intervenire sul credito d’imposta, prevedendo strumenti strategici adeguati”.

