Di Paola (M5S): “Partecipata protesta di Gela, forte richiesta al governo di cambiare questa sanità malata”
“La Politica deve costruire valida alternativa a questo centrodestra incapace e travolto da scandali a ripetizione”
«La grandissima partecipazione a Gela di cittadini e lavoratori per chiedere al governo di cambiare questa sanità malata e per manifestare contro il caro benzina ed energia è anche una fortissima richiesta di un deciso cambio di passo a questo governo incapace e inefficiente, sostenuto da un centrodestra travolto con incredibile e vergognosa frequenza da scandali, inchieste e arresti che gli hanno tolto ogni briciolo di credibilità. È pure un chiaro invito alle forze progressiste a non limitarsi ai comunicati stampa di indignazione e protesta ma a gettare sin da subito le basi per creare una vera e credibile alternativa a questo centrodestra, capace di lasciare traccia di sé solo nelle cronache giudiziarie. Il tempo di Schifani e di questo scandaloso centrodestra è ampiamente scaduto».
Lo afferma il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola presente oggi alla protesta di Gela con numerosi rappresentanti del Movimento.
“I cittadini – dice Di Paola – chiedono, e non solo a Gela ovviamente, solo di potersi curare. Cosa che, a causa di questo governo, incapace di trovare soluzioni e di ridurre le liste di attesa che ha combattuto solo a parole, sta diventando sempre più un miraggio. Qui a Gela abbiamo raccolto quasi 15mila firme di cittadini che chiedono di potersi curare e dietro a ognuna di esse c’è una storia di attese, disservizi e malasanità. È ora di dire basta e di dire basta anche all’inutile permanenza del direttore generale Ficarra al vertice dell’Asp».
«Alla magistratura – conclude Di Paola – che sta conducendo l’inchiesta sull’ultimo scandalo che ha travolto Armao, Lombardo ed altri – va il nostro plauso e il nostro incoraggiamento. All’assessore Dagnino chiediamo un’inversione di marcia: dirotti i fondi per le mancette sulla sanità, al contrasto del caro energia e in aiuti agli agricoltori. Sarebbe una prima risposta alla manifestazione di oggi».

