Fincantieri, domani due ore di sciopero a fine turno proclamate da Fiom, Fim, Uilm per l’infortunio mortale nello stabilimento di Ancona
Fiom: “Controlli capillari per la sicurezza di tutti i lavoratori, soprattutto per quelli dell’indotto”
Anche a Palermo domani si terranno due ore di sciopero a fine turno proclamate da Fiom, Fim, Uilm, dopo l’infortunio mortale nello stabilimento Fincantieri di Ancona. Allo sciopero partecipano i dipendenti dello stabilimento Fincantieri e dell’indotto. “Si tratta dell’ennesimo morto all’interno di un cantiere navale italiano che riguarda un lavoratore dell’indotto – affermano il segretario generale Fiom Palermo e Sicilia Francesco Foti e le Rsu Fiom Serafino Biondo e Marco Biondo – Esattamente come accadde a Palermo nel dicembre 2022, quando perse la vita un operaio di una ditta esterna. Nel lavoro in subappalto è palese che gli operai vivono condizioni di lavoro dure e pesanti. La settimana scorsa a Palermo si è anche verificato un infortunio di un lavoratore, sempre dell’indotto”.
“Fincantieri – aggiungono Francesco Foti, Serafino Biondo e Marco Biondo – ha la responsabilità di attivare tutti i protocolli di sicurezza e soprattutto di vincolare le aziende dell’indotto su formazione e prevenzione, come avviene per i dipendenti diretti di Fincantieri. I lavoratori del subappalto non solo hanno gravi problematiche legate alla sicurezza ma molto spesso non riescono ad avere riconosciuti i propri diritti contrattuali. L’abbiamo potuto constatare fornendo assistenza a parecchi lavoratori dell’indotto per i quali, grazie al nostro intervento, siamo riusciti a legittimare importanti diritti sanciti dal contratto collettivo nazionale”.
“La domanda che poniamo a Fincantieri è questa – aggiungono i rappresentanti Fiom Palermo – In quanto stazione appaltante, le verifiche alle aziende fornitrici, sul rispetto dei contratti collettivi di lavoro nazionali, vengono sempre fatte in maniera capillare? Di certo, non è ammissibile che all’interno di uno stesso stabilimento possano esistere lavoratori penalizzati, discriminati. Ribadiremo a Fincantieri, soprattutto in previsione di un aumento dei carichi di lavoro, un più ampio controllo sulla sicurezza non solo dei dipendenti diretti ma anche e soprattutto dei lavoratori dell’indotto, che sono l’elemento debole della catena anche per l’attribuzione dei diritti sanciti dal contratto in termini di salario, permessi, congedi, straordinario”.

