Dall’IA all’innovazione sociale, le cooperative fanno rete sulle competenze

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Imprese e formazione insieme per governare le nuove trasformazioni. A Palermo laboratori con imprese e cooperative per individuare priorità e nuovi bisogni

Da sx Felice Lombardi, Giorgio Angelini, Maria Concetta Rizzo, Arcangelo Li Calzi (tutti Speha Fresia), Domenico Guida (Bi-Rex), Marcello Di Vita (Speha Fresia), Gianfranco De Simone (Foncoop)

Da sxinistra: Felice Lombardi, Giorgio Angelini, Maria Concetta Rizzo, Arcangelo Li Calzi (tutti Speha Fresia), Domenico Guida (Bi-Rex), Marcello Di Vita (Speha Fresia), Gianfranco De Simone (Foncoop)

Dall’intelligenza artificiale all’innovazione sociale, la sfida per le cooperative passa dalle competenze. E per affrontarla la strada scelta è fare rete, mettendo insieme imprese, formazione e innovazione per capire quali capacità serviranno nei prossimi anni e dove sarà necessario investire.

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È il filo conduttore di «Scenari e competenze per l’innovazione. Verso un modello di economia generativa», la giornata di confronto che si è svolta oggi al Museo delle Città del Mondo di Palermo, riunendo Foncoop, il Competence Center BI-REX, Speha Fresia e un gruppo di imprese cooperative provenienti da tutta la Sicilia. L’obiettivo è accompagnare le trasformazioni senza perdere la capacità di generare valore economico, sociale e relazionale in un mondo che cambia velocemente.

Nel corso della mattinata i laboratori si sono concentrati sull’economia sociale e sulla digitalizzazione dei processi gestionali, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale agentica e ai suoi impatti sociali, tema richiamato anche da Fabio Massimo Lo Verde, docente di Sociologia dell’Università di Palermo.

Durante le attività, le risorse umane delle cooperative hanno individuato le competenze ritenute più strategiche per il prossimo futuro, confrontandosi con i principali interlocutori del sistema. Attraverso un’analisi SWOT sono stati messi a fuoco punti di forza e debolezza, opportunità e minacce, con l’obiettivo di stabilire le priorità formative e organizzative e i gap da colmare. Il lavoro è confluito in un instant paper condiviso, nel quale l’innovazione sociale emerge come punto di partenza dei progetti di economia rigenerativa.

«Abbiamo scelto di partire direttamente dalle imprese, chiedendo a chi vi lavora di individuare le competenze che considera decisive per affrontare i prossimi cambiamenti. L’obiettivo non era costruire un elenco teorico, ma capire dove siamo oggi, quali gap esistono e su quali priorità concentrare formazione e organizzazione», spiega Marcello Di Vita, project manager di Speha Fresia società cooperativa impresa sociale.

Tra i protagonisti della giornata Foncoop, il fondo interprofessionale della cooperazione e dell’economia sociale che finanzia le attività formative delle imprese aderenti. Un sistema che consente a realtà come Speha Fresia, in qualità di soggetto attuatore, di progettare percorsi costruiti sui fabbisogni delle cooperative e delle organizzazioni del Terzo settore, utilizzando le linee di finanziamento messe a disposizione dal Fondo.

«Per Foncoop è fondamentale attivare momenti di ascolto della propria base associativa quindi imprese aderenti ma anche enti di formazione che li accompagnano nel cogliere le opportunità che il fondo mette a disposizione. Da questi momenti nascono nuove idee per sperimentare nuovi percorsi di attività di formazione e investimento nelle competenze», dichiara Gianfranco De Simone, direttore generale di Foncoop.

A confrontarsi sono state realtà cooperative attive in settori molto diversi: da Rigenerazioni, impegnata nel reinserimento lavorativo di persone fragili, ad Addiopizzo Travel, nel turismo responsabile, all’impresa sociale di servizi di assistenza Passwork, fino a I Locandieri, che a Castelvetrano restituisce alla comunità beni confiscati alla mafia.

«Innovazione sociale e digitale non sono due percorsi separati: entrambe richiedono competenze e capacità di adattamento. L’economia diventa realmente generativa quando l’innovazione produce non soltanto efficienza, ma nuove opportunità per le persone, le imprese e i territori», dice Felice Lombardi, presidente di Speha Fresia.

«L’innovazione sociale è un ambito in cui l’innovazione ha una forte caduta diretta sui cittadini e sulla operatività delle imprese – afferma Domenico Guida di BI-REX –. Le nuove tecnologie possono e devono essere uno strumento a supporto di questo processo venendo incontro alle esigenze delle aziende».

I lavori sono stati aperti da Arcangelo Li Calzi, project manager di Speha Fresia, e Fabio Massimo Lo Verde. Dopo la visita guidata al Museo delle Città del Mondo e i laboratori, Marcello Di Vita ha curato la restituzione dei risultati. Le conclusioni sono state affidate a Gianfranco De Simone e Felice Lombardi.

«Abbiamo voluto riunire gli attori di questa giornata in uno spazio iconico come quello del Museo delle Città del Mondo – sottolinea Arcangelo Li Calzi – proprio perché rappresenta un esempio concreto di innovazione sociale e rigenerazione urbana, che sono i pilastri del nostro percorso».

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