“Protechmed”: Cooperazione mediterranea per la transazione tecnologica in orticoltura
Si è concluso a Ragusa il workshop tecnico-scientifico promosso nell’ambito del Progetto PROTECHMED e dedicato alle soluzioni eco-innovative per il settore orticolo in serra nell’area mediterranea
Un progetto di cooperazione che punta ad avviare una transizione digitale ed ecologica dell’agricoltura protetta unendo le sponde del Mediterraneo per promuovere un modello sostenibile di orticoltura in serra. È il Progetto PROTECHMED (Soluzioni innovative per la transizione tecnologica del settore orticolo mediterraneo), cofinanziato dal programma Interreg NEXT MED, protagonista ieri a Ragusa di un partecipato workshop tecnico-scientifico a cui hanno preso parte ricercatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni ed aziende agricole. L’incontro, svoltosi presso la sala conferenze dell’Ordine degli Agronomi, è stato un’occasione per confrontarsi sulle soluzioni eco-innovative intelligenti per le colture protette alla luce delle sfide cruciali del settore e legate all’efficienza nell’uso di risorse preziose come acqua, energia e nutrienti.
Transizione tecnologica, tra opportunità e sfide
La direttrice di SVI.MED. ETS, Emilia Arrabito, ha sottolineato come il progetto, avviato nell’agosto 2025, miri a creare un modello di orticoltura sostenibile attraverso la condivisione di buone pratiche tra Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta ed il trasferimento di conoscenze tra i Paesi coinvolti dal progetto stesso.
«Attraverso il progetto PROTECHMED vogliamo accompagnare il settore delle colture protette verso una transizione concreta, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e competitività – ha dichiarato la dott.ssa Emilia Arrabito-. Il nostro obiettivo è creare un ponte stabile tra il mondo della ricerca e delle istituzioni con quello delle imprese agricole, affinché siano le esigenze degli attori territoriali a guidare le soluzioni che la ricerca deve sviluppare, rendendole realmente applicabili e utili per chi lavora ogni giorno in serra. In un contesto sempre più complesso, segnato dai cambiamenti climatici e dalle fluttuazioni dei mercati, è fondamentale individuare strumenti e modelli che aiutino le aziende a ridurre i rischi, ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare la qualità delle produzioni. PROTECHMED nasce proprio per questo: mettere a sistema competenze, esperienze e tecnologie per identificare e validare soluzioni che siano efficaci, replicabili e sostenibili anche dal punto di vista economico. Con questo obiettivo abbiamo coinvolto il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, il Comune di Ragusa nella persona dell’assessora Pasta, l’Università di Catania rappresentata dai professori Leonardi e Catalfo, l’Università di Palermo nella persona del dott. Iacuzzi, nonché l’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Ragusa con il dott. Carpenzano e il dott. Randello, presidente regionale AGIA CIA Sicilia».
Il Progetto PROTECHMED punta a innovare i processi produttivi e punta di farlo attraverso un partenariato internazionale di alto profilo che vede la collaborazione tra SVI.MED. ETS. – Centro EuroMediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile (Italia, Ragusa), CIHEAM Bari (Italia), Università della Tessaglia (Grecia), Ministero dell’Agricoltura di Malta, Akdeniz University (Turchia), LARI – Ministero dell’Agricoltura (Libano), BIAT – Business Incubator (Libano) e UTAP – Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca (Tunisia).

Le Buone Pratiche del Catalogo PROTECHMED
Oggi non basta più introdurre delle singole innovazioni ma dati e gestione devono essere letti come parti di un unico sistema. Ecco perché oggi si deve parlare di Agricoltura 5.0 che integra tecnologie digitali avanzate (IA, IoT, droni) per sostenibilità, efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale, andando oltre la precisione 4.0., e il ruolo dell’essere umano nelle decisioni. Un’evoluzione, dunque, dell’agricoltura 4.0 che nasce dalle pressioni cui il comparto orticolo mediterraneo è sempre più soggetto: dalla disponibilità e qualità dell’acqua alla variabilità climatica, dall’instabilità e costi dell’energia alla necessità di restare competitivi. Ed in questo contesto si inserisce il lavoro che si sta portando avanti nell’ambito del Progetto PROTECHMED relativo alle Buone Pratiche raccolte nel settore delle colture protette nel bacino del Mediterraneo che sono state illustrate nel corso del workshop da Bilal Derardja dell’Istituto Agronomico Mediterraneo CIHEAM di Bari. Nel Mediterraneo esistono già molte soluzioni per rendere le aziende più sostenibili e resilienti; tuttavia, queste soluzioni sono spesso disperse ed utilizzate localmente. Da qui nasce l’esigenza di creare un vero Catalogo delle soluzioni più innovative e replicabili, per raccogliere e rendere comparabili le varie esperienze. «Le buone pratiche raccolte nel catalogo PROTECHMED rappresentano uno strumento strategico per valorizzare esperienze già testate nell’orticoltura protetta mediterranea – ha spiegato il dott. Derardja-. Il loro contributo è rendere più accessibili soluzioni nate in contesti diversi, spesso frammentate o poco documentate. Il Repository consolida conoscenze su temi centrali come gestione dell’acqua, energia, digitalizzazione, fertirrigazione, sistemi fuori suolo ed economia circolare. Questa base comune aiuta il partenariato a selezionare pratiche ad alto potenziale per azioni pilota, la formazione, le linee guida e il dialogo con le politiche pubbliche. Per PROTECHMED, le buone pratiche non sono solo esempi tecnici, ma strumenti per accelerare innovazione, sostenibilità e resilienza, favorendo l’adattamento delle soluzioni ai diversi territori mediterranei».
Sicily Camp, visite in campo e scambio di Buone Pratiche
Attraverso il Progetto PROTECHMED, in Sicilia saranno coinvolti diversi attori della filiera orticola per la co-progettazione e la sperimentazione di diverse soluzioni eco-innovative. Ragusa sarà al centro di un campo di visite tecniche per mostrare ai partner buone pratiche orticole con diverse tipologie di coltivazione (suolo, fuori suolo, acquaponica, idroponica, aeroponica, serre agrivoltaiche, ecc.) e saranno condotti focus group per validare la sostenibilità economica delle soluzioni proposte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il progetto entrerà in una fase operativa cruciale dal 3 al 5 giugno prossimi con il Sicily Camp. Una tre giorni di visite tecniche e focus group in Sicilia che vedrà protagoniste aziende provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo per condividere buone pratiche e innovazioni high tech. «Con questo progetto SVI.MED mette al centro dell’attenzione internazionale la serricoltura iblea come esempio di eccellenza non solo sulla qualità dei prodotti orticoli ma anche come polo serricolo innovativo con l’introduzione e l’applicazione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia come l’agricoltura di precisione automatizzata applicata alla serricoltura- dichiara Giovanni Iacono, presidente di SVI.MED -. Con il progetto internazionale PROTECHMED, si testerà un sistema messo a punto da SVI.MED per la gestione tecnica in remoto delle serre, come l’Agrivision, un visore intelligente interattivo vocale collegato ai sensori, alle centraline e alle piattaforme elaborative e ai consulenti esperti in remoto».

