Mini satelliti su piccoli di tartarughe caretta caretta: il 25 maggio la liberazione nelle acque antistanti l’isola di Ventotene
Al Turtle Point di Portici (NA) la prima sperimentazione in Italia con trasmettitori satellitari ultra-leggeri e test sul nuoto per proteggere le tartarughe marine del Mediterraneo
Dopo la sperimentazione avviata lo scorso anno, che ha segnato la prima applicazione in Italia di trasmettitori satellitari su piccoli esemplari di Caretta caretta, il progetto LIFE TURTLENEST, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente, torna nelle acque di Ventotene con una nuova liberazione in programma il 25 maggio 2026. Allevati presso il Centro Ricerche Tartarughe Marine del Turtle Point di Portici (NA) della Stazione Zoologica Anton Dohrn, i giovani esemplari saranno monitorati tramite trasmettitori satellitari miniaturizzati a energia solare quando saranno liberati in natura.
I dispositivi, grandi quanto una moneta e dal peso inferiore ai 3 grammi, meno dell’1% del peso corporeodelle tartarughe, consentiranno di seguirne gli spostamenti in mare, valutare la sopravvivenza e contribuire all’individuazione delle aree nursery del Mediterraneo occidentale.In particolare, saranno rilasciati 20 post-hatchling, di cui 10 dotati di microtag satellitari, per seguire gli spostamenti dei piccoli esemplari nelle prime fasi della loro vita marina. Le tartarughe provengono da 7 nidi della Campania, schiusi tra 19 settembre e 5 ottobre 2025. Hanno già raggiunto un peso medio di circa 1 kg e, nelle ultime settimane, sono state preparate al rilascio attraverso sessioni di nuoto in un piccolo canale contro corrente, utile a valutare l’effetto del microtag satellitare sulla loro capacità di nuoto e relativo consumo energetico.“Il nostro obiettivo principale- spiega Andrea Affuso, Primo Tecnologo e coordinatore del Turtle Point di portici – è garantire il mantenimento in condizioni ottimali e adeguate alla specie, che consenta lo sviluppo delle giovani tartarughe nel pieno rispetto del loro benessere. Il successo del nostro programma di head-starting si è evidenziato quest’anno in un tasso di crescita più elevato e in un comportamento generalmente socievole, privo di interazioni aggressive”.Una delle principali novità di quest’anno riguarda le modalità di alloggiamento ed accudimento: i piccoli sono stati ospitati in un’unica vasca di grandi dimensioni, con misure pari a 428 x 204 x 90 cm, dotata di un impianto di ricircolo dell’acqua dedicato. Inoltre, sono stati introdotti arricchimenti per rendere l’ambiente più attrattivo, offrendo allo stesso tempo piccoli rifugi nella vasca condivisa ed è cambiata la modalità di somministrazione dell’alimento, offerto in maniera controllata, ma non individuale, nell’intento di favorire lo sviluppo di quei comportamenti competitivi che saranno utili al momento del ritorno alla vita selvatica.L’iniziativa si inserisce nel progetto LIFE TURTLENEST, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente, che punta alla conservazione della specie e alla riduzione dell’impatto antropico nei siti di nidificazione del Mediterraneo occidentale.
Un laboratorio di innovazione: il programma di head-starting. Per aumentare le probabilità di sopravvivenza delle giovani tartarughe marine, il progetto ha introdotto anche in Italia la strategia dell’head-starting, un programma di allevamento in cattività nei primi mesi di vita, ispirato a modelli già consolidati in Spagna. Le attività sono iniziate nel giugno 2023 con una ricerca scientifica sui protocolli europei, seguita da visite tecniche presso i centri CRAM e Oceanogràfic grazie alla collaborazione con gli atenei spagnoli Universitat de Barcelona (UB) e Fundació Universitària Balmes (UVIC-UCC). Nel 2024, la SZN ha progettato e attrezzato la prima struttura italiana per l’head-starting. All’inizio del 2025 è stata installata la prima incubatrice artificiale presso il Turtle Point, a supporto della gestione dei nidi in situazioni critiche o a fine stagione. I piccoli sono stati accolti nella nursery, dotata di vasche e sistemi di supporto vitale, poi sostituiti da un moderno impianto di acquacoltura a ricircolo (RAS).
Tartarughe “atlete”: test di nuoto per valutare benessere e consumi energetici. Tra le attività di monitoraggio più rilevanti figurano i test di nuoto controllato. Già nel 2024, a partire dal secondo mese di vita, i giovani esemplari sono stati inseriti in un mini canale sperimentale con corrente a 8 cm/sec per 30 minuti al giorno. I ricercatori hanno monitorato la frequenza respiratoria, la durata del nuoto continuo e la forza esercitata, misurata con una cella di carico. Quest’anno è seguita una nuova fase di osservazione controllata per verificare l’impatto energetico dei trasmettitori satellitari: le tartarughe, raggiunti un peso medio di 800 g, hanno nuotato in un nuovo canale con corrente a 13 cm/sec senza e con il tag satellitare, per accertare che l’applicazione dei microtag non comprometta la capacità di movimento. Grazie ad un sistema di respirometria è stato possibile di registrare il consumo di ossigeno durante delle tartarughine mentre nuotavano per verificare che non aumenta il loro consumo energetico quando portano il tag sul loro guscio.
Risultati della tracking satellitare 2025. Nel corso del 2025, le prime giovani tartarughe marine allevate nell’ambito del progetto sono state seguite per la prima volta tramite telemetria satellitare per un periodo di circa due mesi. I risultati mostrano che questi giovani individui sono già in grado di nuotare attivamente, orientando i propri spostamenti anche in direzioni diverse rispetto a quelle delle correnti marine predominanti. Allo stesso tempo, le grandi correnti del Mar Tirreno settentrionale giocano un ruolo chiave nella loro dispersione, influenzando i percorsi di viaggio e portando alcune tartarughe fino al Mar Ligure o attraverso lo stretto tra Corsica e SardegnaPer Sandra Hochscheid, Primo Ricercatore, e responsabile scientifico della SZN per il progetto LIFE TURTLENEST: “Questi risultati dimostrano che le giovani tartarughe sono già in grado di affrontare l’alto mare e di muoversi attivamente alla ricerca di condizioni favorevoli. Ora vogliamo capire se anche quest’anno verrà confermato questo modello di dispersione, in particolare la preferenza per uno spostamento verso ovest.”La liberazione dei piccoli a VentoteneIl rilascio dei piccoli avverrà in collaborazione con l’Area Marina Protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano, con l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Ventotene e con l’Ufficio Circondariale Marittimo Guardia Costiera di Ponza, a conferma di una rete di collaborazione consolidata tra enti di ricerca, istituzioni e realtà del territorio.

La Guardia Costiera, infatti, non garantisce soltanto un monitoraggio costante ed una prevenzione e repressione degli illeciti ambientali; svolge una costante opera di promozione attiva e di supporto delle iniziative di promozione della cultura del mare e, in particolare, della tutela dell’ecosistema marino e costiero.“L’Area Marina Protetta di Ventotene rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per la tutela della biodiversità marina e, in particolare, per la salvaguardia delle tartarughe marine – commenta Antonio Romano, direttore dell’AMP di Ventotene – L’area di rilascio nell’area marina protetta costituisce uno spazio strategico che consente agli esemplari di tornare in mare nelle migliori condizioni possibili. Siamo orgogliosi di questa giornata e di quello che rappresenta perché l’Area Marina protetta supporta e sostiene da anni queste attività di monitoraggio scientifico e conservazione delle tartarughe marine, collaborando con gli enti di ricerca come la SZN, e con le istituzioni per raccogliere dati preziosi e promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema della tutela del mare e delle specie protette”.
Per Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e Project Manager del LIFE Turtlenest: “Life Turtlenest si dimostra ancora una volta un progetto importante per implementare tangibilmente la tutela della biodiversità marina, anche tramite iniziative di forte interesse scientifico. La ricerca crea basi stabili per costruire e attuare modelli di conservazione efficaci. Inoltre, le solide alleanze che stiamo realizzando tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni, cittadini e operatori turistici sono essenziali per garantire la protezione delle nuove aree di nidificazione e la conservazione della specie. Con il progetto Life Turtlenest stiamo costruendo proprio questo modello di collaborazione, e i risultati sul campo sono già molto incoraggianti”.
IL PROGETTO LIFE TURTLENEST. Life Turtlenest, un progetto cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE e coordinato da Legambiente, finalizzato al miglioramento della conservazione della tartaruga marina comune (Caretta caretta) in Italia, Spagna e Francia, attraverso attività di monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi, ricerca scientifica e campagne di informazione e sensibilizzazione. Oltre al coordinatore Legambiente, partecipano al progetto europeo la Stazione zoologica Anton Dhorn; Ispra; Università La Sapienza di Roma; Università di Barcellona; BETA Technological Centre (UVic-UCC); ENCI; Cest Med; Regione Basilicata, Regione Campania, Regione Puglia, Regione Lazio, Agenzie per la protezione ambientale della Toscana. Oltre alle regioni italiane bagnate dal mar Tirreno (Basilicata, Puglia, Campania, Sicilia, Lazio, Sardegna e Toscana) Life Turtlenest interverrà nella regione francese Camargue, in Costa Azzurra e in Corsica e nelle regioni spagnole di Catalogna, Murcia, Andalusia, Isole Baleari e Valencia

