La forza della rete per le aree interne: al Sicily B-Fest 2026 i borghi siciliani scommettono sulle partnership per la rigenerazione del territorio
Il 10 e 11 ottobre Erice ospita la prima edizione del festival de I Borghi più belli d’Italia in Sicilia, fra protocolli d’intesa con atenei e istituti tecnici, lavoro da remoto, transizione agroecologica e futuro delle aree interne
La prima edizione del Sicily B-Fest de I Borghi più belli d’Italia in Sicilia, in programma il 10 e 11 ottobre a Erice, si concentrerà sull’importanza del lavoro associativo nei processi di rigenerazione territoriale. L’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Erice, la Fondazione Ettore Majorana, la Fondazione Erice Arte e Empeeria, tour operator attivo nello sviluppo delle aree interne, ha come obiettivo creare una rete di alleanze e partnership.
«Il Sicily B-Fest rappresenta un’occasione fondamentale per fare rete e valorizzare i nostri borghi e le aree interne attraverso sinergie concrete», dichiarano congiuntamente Michelangelo Giansiracusa, coordinatore regionale de I Borghi più belli d’Italia – in Sicilia, e Pippo Simone: «Rivolgiamo un sentito ringraziamento al Comune di Erice e alla sindaca Daniela Toscano per la straordinaria ospitalità e il supporto nell’organizzazione di questo importante primo appuntamento».
Il programma del fine settimana evidenzia il ruolo della cooperazione fra istituzioni di diversi livelli per contrastare lo spopolamento e potenziare i servizi nell’entroterra siciliano: saranno presenti, oltre ai sindaci dei comuni dell’associazione, i presidenti dei liberi consorzi di Enna e Trapani e del Parco delle Madonie, l’Assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusy Savarino e l’Assessore regionale al Turismo Elvira Amata.
Durante la prima giornata, che si svolgerà nell’aula Dirac dell’Istituto Blackett-San Domenico, sarà dedicata particolare attenzione alla cultura e alla formazione, grazie all’istituzione di protocolli d’intesa fra l’associazione e le scuole e le università del territorio, che puntano a creare percorsi di studio e progetti di scambio culturale.
I lavori saranno affiancati dal Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione, composto da numerosi esperti e docenti degli atenei di Catania e Messina, che presenteranno nuove strategie per valorizzare il turismo di ritorno e lo sviluppo economico delle aree interne.
Il pomeriggio di sabato sarà incentrato sul tema del ripopolamento, attraverso l’analisi di casi-studio e la presentazione di modelli ripetibili su scala regionale e nazionale, tra cui il progetto BorghiVivi.
«BorghiVivi Sicilia nasce per rendere i borghi luoghi nei quali sia possibile abitare, lavorare e partecipare alla comunità anche per periodi medio-lunghi. Metteremo a disposizione della Rete l’esperienza maturata nelle Madonie per costruire, partendo da un progetto pilota, un modello replicabile in tutta la Sicilia», dichiara Tony Cirnigliaro, Executive Director di Empeeria, organizzatore del Madonie Nomad Residency, festival siciliano dedicato al nomadismo digitale.
Non solo cultura e ripopolamento: durante la seconda giornata, che si svolgerà nell’aula Feynman dell’Istituto Isidor Rabi, il lavoro della rete riguarderà anche l’ecologia. Sarà infatti presentato il recente Protocollo d’intesa con il Coordinamento Agroecologia siciliano per il rinnovamento e la tutela delle aree forestali e agricole, e verranno illustrate le buone pratiche dell’ASFO Petralie sul recupero dei terreni abbandonati.
Il dialogo sulle aree interne coinvolgerà anche la delegazione calabrese della rete dei Borghi più belli d’Italia.
Il festival si concluderà domenica con una sessione plenaria del Comitato Tecnico Scientifico dedicata alla “Carta di Erice“. Il documento fisserà gli obiettivi di una rete allargata composta da enti pubblici, imprese private e mondo accademico, tutti impegnati a fornire servizi, competenze e modelli di sviluppo per valorizzare la Sicilia dei piccoli centri.
L’Associazione I Borghi più belli d’Italia in Sicilia è la sezione regionale dell’omonima associazione nazionale, nata per promuovere e valorizzare i piccoli comuni di pregio storico, artistico e paesaggistico. Riunisce 25 borghi siciliani, lavorando per la tutela del patrimonio, la lotta allo spopolamento, il turismo sostenibile e lo sviluppo locale. L’Associazione collabora con enti pubblici e privati per rafforzare la rete territoriale e contrastare lo spopolamento.

