Il Cga annulla il “Regolamento antievasione” della giunta Orlando

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Svolta per imprese e licenze, decisivo il lavoro dello Studio Legalit

AVV GIOVANNI PUNTARELLO GIOVANNI FELICE RICCARDO COSTA

AVV GIOVANNI PUNTARELLO GIOVANNI FELICE RICCARDO COSTA

Una pronuncia destinata a lasciare il segno nel panorama economico e amministrativo di Palermo: il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana ha annullato il cosiddetto “Regolamento antievasione” adottato durante la giunta Orlando. Un risultato di grande rilievo, ottenuto dallo Studio Legalit, nelle persone degli avvocati Giovanni Puntarello (partner) e Riccardo Costa (associate).

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Il regolamento comunale, adottato sulla base dell’articolo 15-ter del Decreto Crescita (Dl 34/2019), aveva introdotto un meccanismo particolarmente incisivo: in presenza di presunte irregolarità tributarie anche superiori ad appena mille euro, le imprese venivano prima sospese e poi private definitivamente delle proprie licenze. 

In concreto, tale sistema ha determinato: la sospensione di numerose attività economiche, la revoca di molte licenze e un impatto estremamente negativo sul tessuto produttivo della città. Ciò che è più grave è che tali misure venivano spesso applicate anche in presenza di debiti contestati, in corso di rateizzazione o addirittura già estinti. 

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ritenuto illegittimo il regolamento, affermando principi chiari. Il Decreto Crescita adottato da Renzi, sulla scorta del quale l’ex sindaco aveva approvato il regolamento antievasione, consente solo di non concedere nuove licenze ma non può determinare la sospensione o revoca di attività già autorizzate. Ha determinato, inoltre, la violazione del principio di irretroattività delle norme regolamentari; l’introduzione di sanzioni atipiche e sproporzionate, lesive della libertà d’impresa; il difetto di istruttoria, con mancata considerazione di pagamenti effettuati o situazioni in via di regolarizzazione.

 Il CGA ha inoltre chiarito che i regolamenti comunali non possono trasformarsi in strumenti di pressione indiretta assimilabili a logiche di “solve et repete”, incompatibili con i principi dell’ordinamento.

La pronuncia ha prodotto effetti immediati e rilevantissimi: cadono sospensioni e revoche e il regolamento viene annullato. Tra i casi più significativi quello di un’impresa alberghiera palermitana assistita dallo Studio Legalit (La Serenissima) che aveva subito prima la sospensione e poi la cessazione dell’attività: provvedimenti oggi definitivamente annullati.  Il risultato ottenuto dagli avvocati Giovanni Puntarello e Riccardo Costa consente ora a numerose imprese di tornare operative. Si tratta di una decisione che elimina un meccanismo che aveva paralizzato interi settori; restituisce certezza giuridica agli operatori economici; contribuisce a rilanciare il tessuto produttivo palermitano.

L’impresa alberghiera difesa dallo Studio Legalit ha già annunciato un’azione di risarcimento danni nei confronti del Comune di Palermo per il periodo di chiusura forzata, con possibili ricadute anche per altri operatori economici colpiti da analoghi provvedimenti. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, sancendo la piena soccombenza dell’amministrazione.

Secondo l’avvocato Giovanni Puntarello, “è stata messa la parola fine ad una brutta pagina di storia amministrativa del comune di Palermo: l’amministrazione comunale non può pensare di incrementare le entrate tributarie impedendo a commercianti e imprenditori di continuare a lavorare, poiché l’effetto del regolamento annullato ha finito per essere diametralmente opposto a quello che si prefiggeva di perseguire”. 

In relazione alla vicenda, anche Confimprese Palermo ha espresso in modo significativo il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dallo Studio Legalit nell’interesse di un’impresa associata. L’associazione ha evidenziato come “la pronuncia confermi le criticità già segnalate sul regolamento, in particolare sotto il profilo della sproporzione delle misure e della necessità di garantire strumenti di regolarizzazione più equi e sostenibili per le imprese”. Una sentenza che segna un punto fermo: la lotta all’evasione non può tradursi in strumenti illegittimi e penalizzanti per l’economia reale. In sintesi, l’associazione sottolinea che “non è in discussione la lotta all’evasione fiscale, ma la necessità che essa avvenga attraverso strumenti proporzionati e ragionevoli”. 

Secondo Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo, “un punto inconciliabile con il sistema delineato dall’ex sindaco Orlando riguarda la rateizzazione dei debiti: il sistema comunale appare più rigido rispetto a quello dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, soprattutto per la richiesta di fideiussioni, ritenuta irragionevole, anche per l’elevato costo per imprese già in difficoltà”.

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