Spring up close 2026: dal 10 aprile al 16 maggio a Cinematocasa
La nuova edizione accende la primavera palermitana con i migliori artisti jazz in un programma che spazia dal soul jazz all’afrobeat, dall’improvvisazione alla tradizione siciliana, fino a sonorità elettriche tra jazz, soul, funk e influenze latine
Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna a Palermo l’atmosfera raccolta e immersiva di Up Close con un nuovo ciclo primaverile: Alessandro Presti e Marco Grillo, Gianni Gebbia e Roberto Brusca, Joe Giuseppe Costantino, Jerusa Barros, Chris Obehi, Mike Mazzarri, Riccardo Randisi e Francesco Guaiana, Marcello Arrabito saranno tra i protagonisti di Spring Up Close, in programma dal 10 aprile al 16 maggio, dalle ore 22.00, al Cinematocasa di Palermo, rassegna che conferma e rilancia il proprio formato distintivo, costruito su una relazione diretta tra musicisti e pubblico, in uno spazio che privilegia l’ascolto, la prossimità e la condivisione dell’esperienza musicale. Un vero e proprio viaggio tra duo, trio e jam che spazierà dal soul jazz all’afrobeat, dall’improvvisazione alla tradizione siciliana, fino a sonorità elettriche tra jazz, soul, funk e influenze latine.
L’edizione 2026 sceglie di concentrarsi su formazioni essenziali – duo e trio – per valorizzare al massimo interplay, dialogo e libertà espressiva. A rendere ogni appuntamento ancora più imprevedibile sarà la presenza di ospiti non annunciati e, soprattutto, delle jam session che animeranno i secondi set: momenti aperti, spontanei, in cui i musicisti presenti tra il pubblico potranno salire sul palco e contribuire alla creazione di un racconto musicale collettivo. La prima settimana entra subito nel vivo con due appuntamenti: venerdì 10 aprile il Mike Mazzari Trio inaugura la rassegna con un repertorio che affonda nella tradizione soul jazz e hard bop, mentre sabato 11 aprile il BIC Trio porta sul palco un sound contemporaneo che intreccia post bop, latin e fusion, frutto di esperienze maturate tra Italia ed Europa.




Nel dettaglio, il programma si sviluppa come un percorso coerente che attraversa linguaggi, generazioni e sensibilità diverse: si apre venerdì 10 aprile con il Mike Mazzari Trio (In and Out The Legacy), che affonda le radici nella tradizione afroamericana tra soul jazz e hard bop, per proseguire sabato 11 aprile con il BIC Trio (Breathing Innovative Currents), formazione essenziale e contemporanea che intreccia post bop, latin e fusion. Venerdì 17 aprile il duo Alessandro Presti e Marco Grillo (Canto) costruisce un dialogo intenso tra tromba e chitarra, tra brani originali e canti siciliani rielaborati, mentre sabato 18 aprile il Marcello Arrabito Trio (Different Ways) propone un equilibrio tra scrittura moderna e libertà improvvisativa, guardando tanto alla tradizione quanto al jazz nord europeo. Venerdì 24 aprile il Blasio Jazz Trio (Old and New Standards) rilegge il repertorio degli standard con uno sguardo attuale, fondato su interplay e reinvenzione, e sabato 25 aprile il Joe Giuseppe Costantino Trio (Maree Interiori) sviluppa un linguaggio personale fatto di profondità lirica e narrazione sonora. Il mese si chiude giovedì 30 aprile con il Jazz Out Project (Electric Influences), tra arrangiamenti originali e sonorità elettriche che spaziano tra jazz, soul, funk e influenze latine. A maggio, la rassegna prosegue sabato 2 maggio con il duo Gianni Gebbia e Roberto Brusca (Music Boudoir), spazio sonoro intimo e raffinato, per poi continuare venerdì 8 con Randisi & Lo Bue (Just Friends), viaggio nella tradizione swing tra memoria e complicità musicale, e sabato 9 con il Francesco Guaiana Trio (Triptyque), tra composizioni originali e riletture del repertorio jazzistico. Venerdì 15 maggio la voce di Jerusa Barros (Capo Verde Canta) intreccia Africa e Mediterraneo in una fusione intensa e contemporanea, mentre sabato 16 maggio la chiusura è affidata a Chris Obehi(Otiloh), con un progetto che attraversa afrobeat e influenze occidentali, segnando l’inizio del suo percorso musicale in Europa a partire dalla sua interpretazione del brano in dialetto siciliano “Cu Ti Lu Dissi”.

