“La forestiera” di Claudia Cucuzza: presentazione a Palermo venerdì 20 marzo
La scrittrice dimostra una notevole capacità di fondere ricerca storica e immaginazione narrativa. La sua scrittura è elegante, evocativa e precisa
Il libro La forestiera di Claudia Cucuzza verrà presentato per la prima volta a Palermo il giorno 20 marzo alle ore 18,00 (ingresso libero) alla Libreria Tramontana – Via dei Nebrodi, 61/e . Insieme all’autrice dialogano Maristella Panepinto (giornalista) e Michele Burgio (scrittore). modera Isidoro Farina (divulgatore letterario). Letture a cura di Erika Messina e Fabrizio Giotti dell’ APS ArtiComio.
Ci sono luoghi in cui le storie sembrano depositarsi nel paesaggio, come se il tempo le avesse lasciate lì ad aspettare qualcuno disposto ad ascoltarle. Taormina, alla fine dell’Ottocento, è uno di questi luoghi: una città sospesa tra mare e luce, frequentata da viaggiatori stranieri, aristocratici, artisti e curiosi attratti dalla Sicilia come da un miraggio. È qui che approda Florence Trevelyan, nobildonna inglese legata alla corte della regina Vittoria, ma ormai lontana dal mondo che l’ha definita.
Nel romanzo La forestiera, Claudia Cucuzza prende spunto da una figura storica realmente esistita per costruire una narrazione affascinante che mescola mistero, ricostruzione storica e riflessione sull’identità. Florence arriva in Sicilia come una presenza discreta ma inevitabilmente osservata. Non è una semplice viaggiatrice: la sua condizione ambigua – aristocratica, indipendente, straniera – la rende subito oggetto di curiosità, ammirazione e, talvolta, diffidenza.
La vicenda prende avvio con un delitto. Un impresario teatrale inglese giunge a Taormina con l’intenzione di mettere in scena l’Amleto di Shakespeare, ma il progetto si interrompe tragicamente quando l’uomo viene trovato morto nella sua stanza d’albergo. Come spesso accade nelle comunità chiuse, il sospetto si abbatte immediatamente sulla persona più fragile: una giovane cameriera, troppo povera e troppo sola per difendersi davvero.
Da questo episodio prende forma un’indagine che non si limita alla struttura del classico giallo. Il mistero diventa una crepa attraverso cui emergono questioni più profonde: i pregiudizi sociali, il peso della reputazione, la rapidità con cui una comunità decide chi debba essere colpevole. In questo contesto Florence osserva, ascolta e lentamente collega i frammenti di verità che gli altri preferiscono ignorare.
La sua posizione di “forestiera” è centrale. Florence è inglese ma non è più pienamente parte della sua patria; vive in Sicilia ma non è siciliana. Questo stare tra due mondi le offre uno sguardo limpido e disincantato. La distanza diventa una forma di lucidità: vede ciò che gli altri non vedono, proprio perché non è completamente immersa nelle convenzioni del luogo.
L’indagine si sviluppa tra salotti eleganti, giardini silenziosi e strade percorse da voci e sospetti. In sottofondo tornano continuamente le parole di Shakespeare, come se il teatro e la vita seguissero lo stesso copione: uomini e donne che indossano maschere sociali, difendono apparenze e nascondono verità.
Uno dei meriti più evidenti del romanzo è la straordinaria atmosfera che l’autrice riesce a costruire. La Sicilia non è un semplice sfondo pittoresco: è un luogo vivo, vibrante, fatto di luce, contrasti e incontri culturali. Il mondo britannico dei viaggiatori si intreccia con quello siciliano degli abitanti, creando una tensione narrativa che arricchisce ogni pagina.
Claudia Cucuzza dimostra una notevole capacità di fondere ricerca storica e immaginazione narrativa. La sua scrittura è elegante, evocativa e precisa: riesce a restituire il respiro di un’epoca senza mai appesantire il racconto. I dialoghi sono naturali, le descrizioni luminose, e i personaggi – soprattutto Florence – sono costruiti con sensibilità e profondità.
Nel corso della storia anche la protagonista cambia. Coltiva piante nei suoi giardini, insegna canto, prova a comprendere una lingua e una cultura diverse dalla sua. Poco alla volta costruisce uno spazio personale che non appartiene più soltanto all’Inghilterra o alla Sicilia, ma a una nuova identità possibile.

