Lo Stato allo ZEN non esiste
C’è solo una legge quella dell’ignoranza e della violenza, la seconda figlia della prima
Lo Stato, la Regione, il Comune, oggi neanche la Chiesa, allo ZEN non hanno giurisdizione. C’è solo una legge quella dell’ignoranza e della violenza, la seconda figlia della prima. C’è la scuola allo ZEN? Solo formalmente, visto il tasso di dispersione scolastica, visto l’esempio della preside della Falcone, che inorridisce da lassù, che rubava soldi e spesa della mensa dei bambini.
Le telecamere funzionano? No, vengono rotte e non sostituite con strumentazione più resistente. Ma li ci sarebbe bisogno dei droni H24, e forse pure dei satelliti. È possibile? Con la tecnologia che abbiamo oggi è possibile, solo che ci vogliono soldi. Che però preferiamo investire in sagre di paese o formazione fasulla. Quelle portano clienti elettorali, il controllo tecnologico del territorio no, non lo facciamo nemmeno per gli incendi estivi. Quello che sta accadendo allo ZEN è esattamente questo, un incendio che brucia umanità, comunità, che tiene in ostaggio con un’arma potentissima, la paura, le persone perbene che vi abitano.
Nessuno parla, e se si osa colpire pure la chiesa nessuno reagisce. Lorefice grida con la forza che gli rimane, ma è solo, come solo era Padre Puglisi che per cercare di opporsi al male assoluto fu ucciso. Dov’è la Chiesa, la conferenza episcopale siciliana? Perché domenica non si riunisce nella sua interezza a dire messa a S.Filippo Neri allo ZEN? Perché lo scopo è chiaro, nessuno deve entrare in quella chiesa, perché quella comunità ecclesiale ha “sgarrato”, si è messa contro le gang, le bande giovanili che hanno quel controllo del territorio che lo Stato e le istituzioni siciliane non hanno in quella repubblica indipendente il cui acronimo è Zero Eguaglianza e Normalità. VOI ci avete abbandonato e NOI viviamo nella legge che conosciamo, in cui siamo cresciuti da piccoli, la legge della sopraffazione.
Sono più forti dell’Evis di Canepa e Finoccharo Aprile, più del bandito Giuliano che si nascondeva. Loro non si nascondono, lo ZEN è Cosa loro, e chiari sono i principi e i comandamenti che hanno imparato. Lo ZEN è il paradigma di questa Sicilia che si volta dall’altra parte, che cresce nell’ignavia e nell’ignoranza a ritmi insostenibili. È una Sicilia che “spaccia” se stessa per europea, ĺma è solo degradante e degradata.
È l’immagine della Sicilia in cui può e studia scappa, 56.000 laureati in pochi anni, e chi è ignorante, e prima o poi violento, resta perché trova un habitat naturale. È una Sicilia che uccide la speranza.
Giovanni Pizzo

