Appello ai “nocchieri”

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Raffaele Lombardo e il suo presunto endorsement al Presidente Schifani

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

Tale è lo stato di confusione della politica nazionale, e di conseguenza locale, che dall’appello ai naviganti siamo passato a quello ai nocchieri, o aspiranti tali. 

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Tale sembrano le parole dell’Oracolo di Grammichele, la Delfi sicula, al secolo Raffaele Lombardo. Tutti gli addetti ai lavori giornalistici lo hanno interpretato come un endorsement al Presidente Schifani. Ma è corretta questa interpretazione? 

Chi conosce il calatino Lombardo dal secolo scorso ne da una esegesi più complessa, come complesso è l’uomo. Analizziamone le parole: Tutti dicono che Schifani è bravo, che ha fatto cose buone. Chi altro, dunque, se non lui.

Già questa premessa non dichiara la sua approvazione, viste anche le sue pregresse profezie. Tutti dicono non vuole dire che lo dice lui, lo dicono gli altri, e del giudizio altrui Lombardo notoriamente non si fida. Ma è la seconda parte quella più sibillina, nel pieno delle sue corde. Chi altri se non lui?

Sembra una domanda retorica di stampo ciceroniano, alla quousque tandem abutere Catilinapatientis nostra, ma a chi è rivolta? 

Sembra un interrogativo posto a Roma, o forse a Milano, indicatemi se devo collaborare con voi sull’uscente, indipendentemente da mie eventuali riserve, o se avete altri progetti che posso condividere. Finora la Roma a cui tendeva era quella di FI, che ha diligentemente votato alle europee. Solo che da allora il quadro politico sembra radicalmente mutato.

Da qui l’interrogativo rivolto ai numi tutelari, ai nocchieri della politica italiana. È una richiesta di confronto politico, ditemi dove stiamo andando a parare perché io, che ho da sempre predetto il futuro in quanto oracolo greco, sono abbastanza confuso. Il problema è che lo sono alquanto anche i nocchieri.

Giovanni Pizzo

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