Bagheria, giovedì 3 settembre la presentazione del libro di Sara Rattaro “Il vestito di mia madre”
Con “Il vestito di mia madre”, Sara Rattaro porta alla luce la storia di una donna straordinaria, Teresa Mattei, restituendole non soltanto un posto nella memoria della storia italiana, ma anche tutta la sua dimensione più umana e autentica
Giovedì 3 settembre, a Bagheria, presso Palazzo Aragona Cutò (ore 18.00), avrà luogo la presentazione del libro “Il vestito di mia madre” di Sara Rattaro.
Con “Il vestito di mia madre”, Sara Rattaro porta alla luce la storia di una donna straordinaria, Teresa Mattei, restituendole non soltanto un posto nella memoria della storia italiana, ma anche tutta la sua dimensione più umana e autentica. Attraverso le pagine del romanzo, la figura della più giovane donna eletta all’Assemblea Costituente prende vita e diventa il simbolo di una generazione che ha scelto di non arrendersi davanti all’ingiustizia.
Il libro acquista un significato ancora più intenso se inserito nel contesto degli ottant’anni della Repubblica Italiana e del suffragio femminile. Rattaro non si limita a raccontare gli eventi della vita di Teresa Mattei: costruisce un percorso di memoria e riflessione, mostrando quanto siano state difficili e coraggiose le battaglie che hanno portato alla libertà e ai diritti di cui oggi possiamo godere.
Teresa nasce a Genova nel 1921, in una famiglia antifascista che le trasmette fin da bambina l’importanza di pensare con la propria testa. La sua ribellione al regime emerge già da giovanissima, quando, a soli diciassette anni, protesta contro un professore che sostiene le leggi razziali. Un gesto apparentemente semplice, ma estremamente coraggioso in un periodo in cui dissentire significava mettere a rischio il proprio futuro. La conseguenza è l’espulsione da tutte le scuole del Regno, ma quella vicenda rappresenta anche l’inizio di un percorso destinato a renderla protagonista della storia del nostro Paese.
Durante la Resistenza Teresa assume il nome di battaglia “Chicchi” e partecipa attivamente alla lotta partigiana. La sua quotidianità è fatta di pericoli, spostamenti clandestini, documenti nascosti e messaggi da consegnare, ma anche di una determinazione che non viene mai meno. Sara Rattaro riesce a raccontare questi momenti con una scrittura dinamica e coinvolgente, facendo percepire al lettore la tensione e l’incertezza di quegli anni. La Storia, così, smette di essere qualcosa di lontano e diventa una realtà fatta di persone, emozioni e scelte difficili.
Dopo la Liberazione, il percorso di Teresa continua nell’Assemblea Costituente. Qui la sua voce si unisce a quella delle altre donne che, dopo anni di guerra e privazioni, chiedono di essere finalmente protagoniste nella costruzione della nuova Italia. Il suo impegno contribuisce alla definizione di principi fondamentali della Costituzione, tra cui quello dell’uguaglianza sostanziale espresso nell’articolo 3. È significativo anche il suo ruolo nella scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo: un fiore semplice, resistente e accessibile, perfetto per rappresentare una battaglia che non doveva appartenere a pochi, ma a tutte.
Ciò che rende particolarmente riuscito il romanzo è il modo in cui Teresa viene raccontata. Non è una figura distante, trasformata in un monumento della storia, ma una donna vera, con le proprie fragilità, i propri sentimenti e le proprie contraddizioni. Rattaro riesce a mostrare la ragazza dietro il personaggio pubblico, dando spazio agli affetti, alle paure, alle sofferenze e alle relazioni familiari. Proprio questa dimensione personale rende il racconto ancora più emozionante.
Tra i momenti più dolorosi emerge la vicenda del fratello Gianfranco Mattei, arrestato dai nazisti e morto a via Tasso dopo aver scelto il suicidio pur di non rivelare informazioni sui compagni. Una perdita destinata a lasciare una ferita profonda nella vita di Teresa e che tornerà a riemergere molti anni dopo, durante la sua testimonianza al processo contro Erich Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine.
“Il vestito di mia madre” è quindi molto più di un semplice romanzo storico. È una storia di coraggio, libertà e responsabilità, ma soprattutto è il racconto di una donna che ha deciso di non rimanere spettatrice davanti alle ingiustizie del proprio tempo. La lettura scorre con intensità, ma ciò che rimane davvero è la sensazione di aver incontrato una persona capace di trasformare le proprie convinzioni in azioni concrete.
Sara Rattaro riesce così a riportare Teresa Mattei vicino al lettore, facendoci comprendere che dietro le grandi conquiste della nostra democrazia ci sono persone che hanno avuto il coraggio di rischiare, di opporsi e, soprattutto, di non tacere. Un libro coinvolgente e necessario, che invita a conoscere il passato per comprendere meglio il presente e a non dare mai per scontati la libertà, l’uguaglianza e i diritti conquistati con tanta fatica.

