Grandi manovre al centro, Lombardo cerca di prendersi la leadership di tutte le forze politiche moderate e autonomiste

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L’Udc Sicilia, in una nota, conferma la propria disponibilità ad avviare un confronto aperto e costruttivo con tutte le forze politiche e civiche che si riconoscono nei valori del moderatismo, del popolarismo europeo e della buona amministrazione, con l’obiettivo di promuovere nei prossimi mesi un incontro regionale che rappresenti l’inizio di un percorso condiviso per il futuro della Sicilia

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

In vista delle prossime elezioni del 2027, dove si voterà in diversi Comuni siciliani e le possibili elezioni anticipate regionali e politiche,  il leader dell’Mpa Raffaele Lombardo ha lanciato un appello alle forze autonomiste, centriste e moderate per costruire un percorso politico comune. Ad accoglierlo, in primis, è stata l’Udc di Decio Terrana che in Sicilia è in costante crescita. “Condividiamo pienamente questo spirito di dialogo – dichiara il Coordinatore Regionale dell’Udc Sicilia, Decio Terrana – perché la Sicilia ha bisogno di un progetto politico serio, credibile e profondamente radicato nei territori. Un percorso che non può nascere esclusivamente in vista delle prossime elezioni regionali o nazionali, ma deve fondarsi sulla volontà di offrire risposte concrete ai cittadini sui grandi temi dello sviluppo, del lavoro, della sanità, delle infrastrutture, del sostegno alle famiglie, ai giovani, alle imprese e agli enti locali”.

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L’Udc Sicilia, in una nota, conferma la propria disponibilità ad avviare un confronto aperto e costruttivo con tutte le forze politiche e civiche che si riconoscono nei valori del moderatismo, del popolarismo europeo e della buona amministrazione, con l’obiettivo di promuovere nei prossimi mesi un incontro regionale che rappresenti l’inizio di un percorso condiviso per il futuro della Sicilia. “La Sicilia – conclude Terrana – ha bisogno di una politica capace di unire, non di dividere. Accogliamo con convinzione l’invito di Raffaele Lombardo, nella consapevolezza che solo attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la partecipazione sia possibile costruire un progetto politico stabile, inclusivo e duraturo, capace di interpretare le esigenze dei cittadini e di accompagnare la nostra Regione verso una nuova stagione di crescita e di buona amministrazione”.

Gli altri leader centristi sembrano stare alla finestra come Saverio Romano (Noi Moderati) che alcune settimane fa si era detto disponibile ad una sua candidatura alla presidenza della Regione ma solo a condizione che fosse inclusiva e supportata da tutti i parti moderati. 

Intanto, proliferano i candidati alla presidenza della regione: da Cateno De Luca con il suo “Sud chiama Nord” che potrebbe essere il vero ago della bilancia per qualsiasi coalizione, all’attuale presidente Schifani, blindato dai vertici regionali di Fratelli d’Italia ma che deve fare i conti con le aspirazioni del Vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè, autorevole esponente di Forza Italia. 

Nell’ambito del centrodestra bisogna capire cosa faranno i rappresentanti della Democrazia cristiana, orfani del loro leader, alcuni tentati a riposizionarsi approdando verso altri porti che assicurano la rielezione all’Ars.

Sembra muoversi nell’alveo del centrosinistra il Movimento “Solidali” di Emiliano Abramo, presentato a Palermo lo scorso 30 giugno.  Un movimento civico che a detta dei suoi fondatori è “indipendente, non collegato ad alcun partito e costruito a partire da un tessuto vivo fatto di cattolici impegnati, realtà civiche, associazioni, volontariato, amministratori locali competenti e liberi”.

Sempre all’interno del centrosinistra sono state avanzate le candidature ai vertici della Regione del presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici in quota Pd, Nuccio Di Paola per il Movimento 5 Stelle mentre continua la sua corsa solitaria Ismaele La Vardera con il suo Movimento Controcorrente che in barba a coloro che parlano di “campo largo” continua a fare campagna acquisti sottraendo deputati regionali (Carlo Gilistro e Josè Marano) e consiglieri comunali ai suoi potenziali “compagni di viaggio”. 

Se non ci sarà una sintesi che definirà le candidature alla presidenza della regione, sia del centrodestra che del centrosinistra, per la Sicilia si prospettano anni bui anche se, alla faccia della tanto strombazzata autonomia regionale, le decisioni finali saranno prese a Roma, come la “tradizione” impone. 

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