Oggi, 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio
Borsellino, Cracolici: “Fino a quando verità viene negata memoria è divisiva”. “Surreale l’analisi della commissione nazionale Antimafia”
Caserma Lungaro
“A 34 anni dalla strage di via D’Amelio ricordiamo il giudice Paolo Borsellino insieme ai suoi cinque agenti agenti di scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ancora oggi ci sono tante divisioni in questa giornata, frutto del fatto che non c’è una verità condivisa dal Paese. Fino a quando la verità sarà negata, la memoria sarà divisiva. Eppure dovrebbe essere un diritto di tutti conoscerla. Purtroppo, la commissione nazionale Antimafia, che aveva il compito di andare oltre la verità giudiziaria e costruire una verità storica, ha preso una strada ridicola, affermando che la strage è frutto del dossier mafia-appalti, un’analisi surreale. Oggi abbiamo bisogno di una verità nel quale il Paese tutto si possa riconoscere”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio.
“A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, la Sicilia rende omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, esempio straordinario di dedizione allo Stato e alla giustizia. Il loro sacrificio ci ricorda che il coraggio non è un gesto impulsivo, ma una scelta consapevole: quella di affrontare la paura senza arretrare di fronte all’illegalità. Il dovere della memoria si accompagna a quello della piena ricerca della verità: è un impegno che le istituzioni hanno il dovere di sostenere con determinazione, perché solo una verità completa rende davvero giustizia alle vittime e rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni, affinché la memoria diventi responsabilità quotidiana e continui ad alimentare l’impegno delle istituzioni per una Sicilia sempre più libera dalle mafie, fondata sulla legalità, sulla giustizia e sul rispetto delle regole”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio è sempre vivo il ricordo di Paolo Borsellino: magistrato scrupoloso che ha saputo contrastare la mafia con la forza del diritto e l’intelligenza di un uomo che ha amato la sua terra tanto da sacrificare la propria vita per il riscatto morale e sociale della Sicilia”. Lo afferma Nino Germanà, senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia. ”Credo che le commemorazioni odierne debbano necessariamente ricondursi al testamento morale di Paolo Borsellino: la lotta alla mafia – ricorda Germanà citando il magistrato – non va relegata solo all’opera delle forze dell’ordine e della magistratura, ma deve essere un movimento culturale che coinvolga tutti ed abitui a sentire il fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, della contiguità, dell’indifferenza e quindi della complicità”. “Oggi – aggiunge Germanà – la Sicilia ha saputo riscattarsi e la mafia ha subito pesanti colpi. La Sicilia degli onesti prevale, ma va tenuta alta l’attenzione verso le nuove strategie che “cosa nostra” utilizza per infiltrarsi nel tessuto sociale”.
“Sono trascorsi 34 anni dalla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Dopo oltre un trentennio rimane l’orrore per il modo in cui la vita di fedeli servitori dello Stato fu spezzata dalla più brutale strategia stragista, che ha letteralmente mandato in frantumi i loro corpi”. È quanto ricordato dal deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione regionale antimafia, che questa mattina ha deposto a Monreale, insieme al sindaco Alberto Arcidiacono, una corona ai piedi della lapide che commemora Borsellino e la scorta. A Monreale, il magistrato fu pretore e la città è sempre rimasta legata alla sua memoria. In serata, Intravaia parteciperà alla tradizionale fiaccolata in via D’Amelio.
“Alla strage – ha continuato il deputato regionale – è seguita una dura reazione da parte dello Stato e da allora tante vittorie sono state messe a segno. Purtroppo ancora oggi la mafia rimane pericolosa e vitale. Il giudice Borsellino sapeva che sarebbe stato ucciso, che la criminalità organizzata avrebbe eseguito in modo implacabile la condanna che aveva emesso, eppure continuò ad indagare fino alla fine, per rendere giustizia all’amico Giovanni Falcone e alle tante altre vittime. Il suo coraggio e il suo senso del dovere sono un monito e un esempio per tutti noi e le nuove generazioni”.
“L’anniversario dell’eccidio di Via D’Amelio ci rimanda alla figura di Paolo Borsellino. Da magistrato scrupoloso qual era, Borsellino con la sua attività d’indagine riuscì a far condannare, finanche in Cassazione, i boss di cosa nostra”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato della Lega all’Assemblea regionale siciliana. “Sono convinto – aggiunge Figuccia – che un uomo vive ancora se continua a darci una guida nella nostra opera quotidiana: Paolo Borsellino, grande servitore dello Stato, ci ha insegnato che la pratica della legalità e della trasparenza non deve essere un’arida osservanza delle leggi, ma un fatto culturale che deve appartenerci per essere liberi e progredire”.

