“Avventure postume di personaggi illustri” di Roberto Alajmo e Marco Carapezza

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Un libretto brillante e originale, che si legge con un sorriso e si chiude con un pensiero: forse il vero destino dei grandi non finisce con la morte, ma comincia proprio allora

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C’è un’ironia sottile e irresistibile nel titolo di questo libro, Avventure postume di personaggi illustri. Già da subito, Roberto Alajmo e Marco Carapezza ci preparano a un viaggio che sfida la solennità della morte per raccontare, con gusto e intelligenza, ciò che accade “dopo”. Non un aldilà metafisico, ma un oltretomba tutto terreno, dove i protagonisti non sono le anime, bensì i loro corpi: spoglie illustri trascinate in vicende tanto assurde quanto vere. Il volume raccoglie dieci storie esemplari di personaggi che, pur avendo dominato la scena della storia, dell’arte, della scienza o della fede, una volta defunti hanno perso il controllo del proprio destino — e del proprio corpo. Da Evita Perón a Cartesio, da Pirandello a Lenin, passando persino per un papa sottoposto a un processo macabro dopo la morte, le loro reliquie diventano protagoniste di nuove e surreali avventure. Gli autori ci guidano in questo teatrino del grottesco con tono lieve e colto, alternando il rigore della ricerca storica alla finezza del paradosso narrativo.

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Lo sguardo di Alajmo e Carapezza è ironico, ma mai irrispettoso. Ogni racconto rivela, sotto la superficie comica, un sottotesto profondo: il bisogno umano di trattenere ciò che sfugge, di conservare un contatto con la grandezza o con il mistero, anche a costo di scadere nel feticismo o nel fanatismo. Come scrivono gli autori, “è del corpo che bisognerebbe preoccuparsi quando viene a mancare il suo legittimo proprietario” — e da questa premessa si dispiega un’indagine affascinante sul rapporto tra memoria, potere e caducità. Il tono del libro è un piccolo capolavoro di equilibrio: colto ma accessibile, ironico ma rispettoso, leggero ma denso di riflessioni. Le “avventure postume” diventano così uno specchio del nostro tempo, in cui il culto delle reliquie non è mai davvero tramontato, ma ha assunto nuove forme, più laiche e più inquietanti. In fondo, come suggerisce la citazione di Duchamp posta in esergo — “a morire sono sempre gli altri” — questo libro ci diverte proprio perché parla di noi, del nostro modo di guardare la morte con curiosità, paura e un pizzico di vanità.

Un libretto brillante e originale, che si legge con un sorriso e si chiude con un pensiero: forse il vero destino dei grandi non finisce con la morte, ma comincia proprio allora.

Incontro con i lettori e firmacopie : Martedì 11 novembre 25 ore 18.30 alla Libreria Voglia di leggere – Via Pacinotti, 36 – Palermo – Mercoledì 19 novembre 25 ore 18,30 alla Libreria Tramontana – Via dei Nebrodi, 61 – Palermo

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