Fieragricola, Cia: innovazione richiede vera semplificazione e più risorse  

0

Ultima chiamata dal Pnrr per settore da 77 miliardi di euro di produzione. Confederazione al Padiglione 3 Stand E4 con focus ESCO Agroenergetica e Crea

Stand_Cia_Fieragricola_2026

Insieme per una strategia unitaria, fondata su risorse adeguate e procedure semplificate, che metta a sistema innovazione, meccanizzazione e agroenergie. Serve un impianto complessivo più organico per intercettare le ultime opportunità del Pnrr e sostenere la propensione naturale del settore alla crescita innovativa e sostenibile, ma libera da ostacoli burocratici nell’accesso ai fondi. Questo il messaggio di Cia-Agricoltori Italiani alla 117° edizione di Fieragricola, da oggi al 7 febbraio a Veronafiere e con la Confederazione al Padiglione 3 Stand E4, spazio di confronto su rinnovabili e ricerca.  

Banner Rag Giuseppe Pannullo

A Fieragricola 2026 Cia taglia il nastro e mette a bilancio misure e risorse dedicate all’innovazione nel comparto, ormai non più una scelta, ma una necessità per un’agricola che vale 77 miliardi di euro, ma che ha visto crescere i costi di produzione del 12% solo nell’ultimo biennio. In questo quadro, l’accesso efficace agli strumenti pubblici non è più rinviabile. 

INNOVAZIONE E FONDI 4.0 – Nonostante le potenzialità dell’Italia nell’agricoltura 4.0, la domanda di tecnologie resta spesso insoddisfatta a causa di una burocratica frammentata e obsoleta. Per Cia, serve un fondo di garanzia per l’innovazione permanente che superi la logica dei click-day, penalizzanti soprattutto per le aree interne, a favore di graduatorie basate su sostenibilità e merito agronomico. Il fondo “Innovazione” di Ismea, destinato a trattrici a zero emissioni e sistemi digitali, conferma una forte sovra domanda, con risorse esaurite in tempi rapidi.

Manca semplificazione e si perdono risorse importanti sulla transizione, sottolinea Cia, che ha ottenuto il rifinanziamento della ZES Agricola, per il Mezzogiorno, ma è ancora largamente insufficiente: 50 milioni per il 2026, a copertura di un solo 12%, sono già stati incrementati lo scorso anno di altri 130 milioni risultati necessari. Sul tavolo, poi, l’altra battaglia Cia per il credito d’imposta Agricoltura 4.0 che, con poco più di 2 miliardi, non sostiene adeguatamente la meccanizzazione avanzata e la digitalizzazione delle imprese agricole.

Centrali i residui del Pnrr Meccanizzazione, che finanziano fino all’80% gli investimenti in agricoltura di precisione e il rinnovo del parco macchine, ma con il vincolo stringente del collaudo entro l’anno. Le misure per lo sviluppo rurale si confermano lo strumento più stabile per gli investimenti strutturali, sebbene con tempi spesso incompatibili con le esigenze delle aziende. 

PARCO AGRISOLARE – Sulle agroenergie la partita è ai tempi supplementari. Entro giugno 2026 l’Italia deve rendicontare gli obiettivi Pnrr. Il nuovo bando “Facility” Parco Agrisolare, in uscita nelle prossime settimane, mette a disposizione gli ultimi 789 milioni di euro, ma -precisa Cia- le imprese agricole devono fare i conti con l’aumento dei materiali e dei costi di installazione, oltre che dei tassi di interesse che avranno un impatto significativo sul beneficio atteso. 

Per Cia, la produzione energetica deve restare un’attività connessa al primario e serve una corsia preferenziale per gli agricoltori produttori di energia e custodi di ambiente e territorio, ma anche qui, sulla Facility Agrivoltaico, da 1 miliardo di euro, come sulle Comunità energetiche rinnovabili, il problema principale sono le risorse, in gran parte già impegnate. 

RICERCA, DIGITALE E GIOVANI – Gli investimenti in ricerca e digitalizzazione sono utili solo se trasferiti alle imprese e, per questo, Cia considera strategici gli stanziamenti al Crea, dal fondo TEA alle risorse previste dall’atteso “Coltiva Italia”, che guarda anche all’Ai in agricoltura. 

Resta il nodo della connettività: solo il 9,5% della superficie agricola italiana è oggi gestita con soluzioni digitali e il ricambio generazionale, strettamente legato a questa dinamica, richiede misure strutturali oltre la proroga degli sgravi contributivi per i giovani agricoltori under 40. 

“Full Innovation –dichiara da Fieragricola il vicepresidente nazionale di Cia, Gianmichele Passarini– vuol dire anche completezza e accessibilità che tengono insieme tecnologia, sostenibilità e reddito agricolo. Senza semplificazione e strumenti adeguati, l’innovazione resta sulla carta. La sfida è trasformare le risorse in competitività reale per le imprese agricole e per il Paese”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *