L’Italia ha una cartografia geologica moderna ferma al 50%. Anche Niscemi non in cartografia
La Cartografia Geologica D’Italia – continua rinnovandosi, sarà il tema della conferenza voluta ed organizzata dalla Società Geologica Italiana ed in programma Martedì 4 Febbraio alle ore 15, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, al Senato della Repubblica, in Piazza Capranica 72 a Roma
“In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala 1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Dobbiamo completare la Cartografia moderna. Niscemi non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna alla scala 1:50.00 e relative banche dati, come purtroppo succede anche per altre aree e per alcune zone critiche del territorio che non sono coperte da una conoscenza geologica moderna”! Lo dichiara Rodolfo Carosi – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana.
“Non c’è la Carta Geologica alla scala 1:50.000 su Niscemi – aggiunge Carosi – e non è neanche prevista la sua realizzazione. La Cartografia Geologica Italiana è come una radiografia ed è uno studio importante che consente di approfondire le conoscenze del territorio. Lo sviluppo della Carta è solo a metà. Si pensi che la precedente Carta Geologica Italiana risale ad almeno 40-50 anni fa ed è su una scala di 1:100.000, non adeguata e non aggiornata. E Niscemi non è l’unica area inesistente sulla Cartografia Geologica su scala da 1:50.000, anche altre aree critiche del Paese non sono sulla Cartografia Geologica. Il 50% del territorio nazionale non ha la Cartografia Geologica come anche ad esempio per Telescope, anche quell’area non è nella Cartografia Geologica. Abbiamo zone critiche del territorio che non sono coperte da una conoscenza geologica sufficiente”.
“Dunque il 50% del territorio nazionale – sottolinea Carosi – è privo di una Cartografia Geologica Moderna. Questo accade perchè da sempre non viene individuato un finanziamento permanente da destinare allo studio, all’elaborazione della Carta Geologica. Le professionalità le abbiamo, ma mancano fondi stabili investiti in modo costante sul completamento della Carta Geologica Italiana. E dobbiamo purtroppo sottolineare che in tutti i Paesi moderni c’è una Carta Geologica che copre tutto il territorio nazionale, che viene progressivamente aggiornata. E’ un fatto grave e dunque c’è bisogno che i politici intervengano, perchè la conoscenza corretta, geologica del territorio è fondamentale per la prevenzione, specie in un paese estremamente fragile, con tutti i tipi di rischi geologici presenti, come il nostro. Questa fragilità è acuita dai cambiamenti climatici come purtroppo vediamo quasi quotidianamente. E ’necessario che le Università e i Corsi di Studio continuino a formare geologi esperti del territorio per il bene del paese. Se vogliamo “contrastare” i cambiamenti climatici – conclude Carosi – dobbiamo anche rafforzare la Geologia e la conoscenza geologica in Italia”.
La Cartografia Geologica D’Italia – continua rinnovandosi, sarà il tema della conferenza voluta ed organizzata dalla Società Geologica Italiana ed in programma Martedì 4 Febbraio alle ore 15, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, al Senato della Repubblica, in Piazza Capranica 72 a Roma.
Sarà presente l’intera comunità dei geologi italiani. Sono stati invitati i ministri Gilberto Picchetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e per le politiche del mare, Vittorio Chiessi di Ispra, Guido Lavorini della Regione Toscana, Leonardo Disperati, coordinatore del Foglio di Pericolosità Geologica – Massa Carrara – , Ruggiero Quarto, già senatore della Repubblica, Alessandra Gallone, delegata MUR e Mase, Maria Siclari, Direttore Generale dell’Ispra, Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Vincent Ottaviani, Vice Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale.

