Quote di Genere, Abbadessa e Provino: “Martedì test di civiltà per la Sicilia. Voto palese e dignità politica”

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“Domani all’esame dell’Ars il DDL sugli Enti Locali: tra gli articoli anche quello che punta ad una rappresentanza femminile al 40%

Laura Abbadessa

Laura Abbadessa

“Domani l’Assemblea Regionale Siciliana è chiamata a scrivere una pagina di dignità e modernità. All’esame il DDL sugli Enti Locali: tra gli articoli anche quello che punta ad una rappresentanza femminile al 40%. Il voto sul DDL per la presenza di genere nelle Giunte e nelle partecipate non è una concessione, ma un atto di giustizia necessario per colmare un divario che non è più tollerabile”. Lo dichiara la segretaria regionale del Movimento femminile della Democrazia Cristiana Pina Provino, commentando l’imminente discussione del disegno di legge che mira a garantire la soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle istituzioni locali e nelle società partecipate.

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“In questi mesi – prosegue Pina Provino – abbiamo seguito con estrema attenzione e sostenuto con convinzione il lavoro di tutte le deputate e i deputati impegnati su questo fronte. Un ringraziamento particolare va all’intera deputazione della Democrazia Cristiana e, nello specifico, all’onorevole Ignazio Abbate, Presidente della Prima Commissione, promotore della norma e relatore dl DDL. Il loro impegno costante e la loro presenza al nostro fianco sono stati determinanti per portare questa norma cruciale all’ordine del giorno”.

“Le giunte comunali in Sicilia hanno una rappresentanza femminile molto bassa – continua Laura Abbadessa, presidente DC Sicilia –. È un primato negativo che pesa sulla nostra democrazia. Non stiamo discutendo di semplici numeri, ma di una visione di società più giusta e plurale che riconosca il valore di cittadini e cittadine”.

In vista della votazione, il messaggio delle due Dirigenti è chiaro e deciso: “Ci aspettiamo un voto corale, una vittoria di civiltà che non ammette ombre. A nome di tutte le donne impegnate in politica ed attive in movimenti ed associazioni, chiediamo con forza che non si faccia ricorso al voto segreto, affinché una scelta di tale rilievo possa essere assunta in modo trasparente e pienamente responsabile. L’adesione ai valori di parità deve tradursi in un atto di coraggio e di chiarezza istituzionale, senza nascondersi dietro l’anonimato dell’urna. È in questa chiarezza che si rafforza il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità. L’auspicio, dunque, è che la votazione si concluda con un voto palese e un applauso unanime dell’aula. Dimostrare che deputate e deputati, uniti oltre gli schieramenti, sanno guardare al presente con coraggio, sarebbe uno dei segnali più alti di questa legislatura. Insieme si può e si deve cambiare”.

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