Il secondo emendamento vige anche in Sicilia
Raffaele Lombardo
Il secondo emendamento, quindi una norma importante, della costituzione americana recita che il diritto a possedere le armi non può essere infranto. In America ci sono più armi che persone, e questo può generare pericoli. Un trafiletto in breve su tutti i giornali siculi ci informa che il tribunale di Catania ha revocato, come da Costituzione italiana, la confisca delle armi, la maggior parte da caccia, al cittadino Raffaele Lombardo. Quindi metaforicamente, ma anche no, da oggi l’ex presidente della Regione siciliana è armato, e non solo di lessico e intelletto ferino, ma anche di piombo.
Lombardo è un combattente politico già temibile a mani nude, ma la metafora che sia oggi armato è suggestiva. Fuor di metafora Lombardo, e il dioscuro Cateno De Luca, saranno i decisori delle prossime regionali, stante la pressoché certa assenza di Cuffaro. Entrambi, per metodologie e logiche, oltre che posture, diverse possono determinare vincitori e perdenti tra i candidati Presidente alla Regione siciliana. Cateno e Raffaele sono due triple, per bagaglio ideologico e strutture partitiche possono andare con un campo, con l’altro, o giocare in proprio. Non solo a parole ma nei fatti. Fu proprio Lombardo a spaccare il centrodestra nel 2012, candidando Gianfranco Miccichè, guarda caso suo alleato odierno. Cateno? Ha attaccato Schifani, poi lo ha elevato a maestro, e riattaccato di nuovo. De Luca può tutto, e per questo spesso, inopinatamente, non viene preso sul serio. Lombardo pure è capace di scelte improvvise, ma chi lo conosce lo prende sul serio. Da tempo Lombardo, lo ha pubblicamente dichiarato, è insoddisfatto della sua rappresentazione nella coalizione di centrodestra e delle sue politiche. Lombardo è un politico all’antica, vuole garanzie, e chi oggi nel centrodestra orfano di Berlusconi può dargliele? E un Lombardo che si sente in credito, che non si sente garantito, è assolutamente pericoloso. Oggi poi è pure “armato”.
Giovanni Pizzo

