A-Social di Antonio Patti: un romanzo che riesce a parlare del presente senza sembrare una lezione
Un libro che invita a fermarsi e a riflettere sul rapporto con i social network e con se stessi. È una lettura consigliata agli adolescenti, ma forse ancora di più agli adulti, perché ricorda che la tecnologia dovrebbe essere uno strumento e non il centro della nostra vita
Venerdì 9 gennaio alle 18.00 presso la libreria “Voglia di Leggere” (via Pacinotti 36 – Palermo) Antonio Patti presenta A-Social. Un romanzo che riesce a parlare del presente senza sembrare una lezione. Ambientato a Palermo, racconta l’ingresso del cellulare nella vita di un adolescente come un evento capace di cambiare equilibri, abitudini e relazioni, mostrando quanto il confine tra vita reale e vita virtuale possa diventare sottile e fragile.
Il punto di forza del libro sta nello sguardo dell’autore: Patti osserva i social non solo come strumenti tecnologici, ma come spazi emotivi in cui si riversano insicurezze, bisogni di approvazione e paure. La critica non è rivolta al mezzo in sé, ma all’uso ossessivo che spesso se ne fa. Nel romanzo emerge chiaramente come il continuo controllo dei like, dei commenti e delle bacheche finisca per sottrarre attenzione alla realtà, creando dipendenza e frustrazione. Questo tema, pur essendo molto attuale per gli adolescenti, risulta immediatamente riconoscibile anche dagli adulti.
La storia funziona infatti su due livelli. Da una parte c’è il mondo dei ragazzi, con le loro prime esperienze, i conflitti interiori e il bisogno di sentirsi accettati; dall’altra c’è quello degli adulti, genitori e figure di riferimento che cercano di capire, spesso con difficoltà, un linguaggio e una dimensione che non sempre controllano. Patti costruisce un mosaico di personaggi diversi, mostrando come il disagio e le paure non abbiano età e come tutti, in modi differenti, possano perdersi dietro uno schermo.
Interessante è anche la scelta di allargare lo sguardo alla società in cui la vicenda è immersa. Palermo non è solo uno sfondo, ma un luogo vivo, con le sue contraddizioni, in cui trovano spazio temi più ampi come la criminalità e le dinamiche di potere. Questo contribuisce a rendere il romanzo più ricco e realistico, lontano da una semplice storia “per ragazzi”.
Lo stile è diretto e accessibile, adatto a un pubblico giovane ma mai banale. L’autore non giudica i suoi personaggi, piuttosto li accompagna, offrendo al lettore spunti di riflessione e, allo stesso tempo, una possibile via d’uscita: la riscoperta del contatto umano, dell’ascolto e della consapevolezza.
A-Social è un libro che invita a fermarsi e a riflettere sul rapporto con i social network e con se stessi. È una lettura consigliata agli adolescenti, ma forse ancora di più agli adulti, perché ricorda che la tecnologia dovrebbe essere uno strumento e non il centro della nostra vita.

