Bruxelles, il popolarismo come orizzonte: l’eredità di Don Luigi Sturzo al centro del futuro europeo
Per il Coordinatore regionale dell’Udc Decio Terrana “il pensiero di Don Sturzo non è memoria da celebrare, ma prospettiva da costruire”
Una riflessione alta, profonda, politicamente densa. La conferenza dedicata a Don Luigi Sturzo, promossa dall’eurodeputato Marco Falcone, ha rappresentato molto più di un momento commemorativo: è stata l’occasione per riaffermare, nel cuore dell’Europa, la vitalità del pensiero popolare e cristiano come bussola per le sfide del nostro tempo.
Alla presenza della Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, l’incontro ha assunto un profilo istituzionale e culturale di altissimo livello. Un momento che ha rimesso al centro il filo ideale che lega il fondatore del Partito Popolare Italiano al popolarismo liberale e cattolico europeo, oggi più che mai chiamato a una nuova stagione di responsabilità.
Tra gli interventi più significativi quello del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha saputo rappresentare con chiarezza come questo patrimonio ideale non appartenga al passato, ma costituisca l’architrave dell’impegno politico dei popolari europei. È emersa con forza la necessità di ricomporre e unire il mondo cattolico che si riconosce nei valori della libertà, della solidarietà e della centralità della persona.
Presenti, tra gli altri relatori, Mons. Marco Malizia, Loredana Teodorescu e Mons. Michele Pinnisi, i cui contributi hanno arricchito il dibattito con uno spessore culturale e spirituale di grande rilievo. Tutti gli interventi hanno condiviso una consapevolezza comune: il pensiero di Don Sturzo non è memoria da celebrare, ma prospettiva da costruire.

Ho partecipato all’iniziativa nella mia qualità di Coordinatore regionale dell’UDC, insieme all’onorevole Rosellina Marchetta. Era presente anche una qualificata delegazione di parlamentari regionali di Forza Italia guidata dal capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana Stefano Pellegrino, oltre al segretario regionale di Noi Moderati Massimo Dell’Utri.
Il messaggio politico che esce da Bruxelles è chiaro: oggi diventa una necessità storica rilanciare con coraggio la Dottrina Sociale della Chiesa come fondamento di un progetto politico che rimetta al centro la persona, la dignità del lavoro, la famiglia, le autonomie e la responsabilità delle comunità. Da tempo sostengo, nei territori e nel confronto pubblico, che occorre costruire un percorso unitario del mondo cattolico e moderato. Non per nostalgia, ma per offrire all’Italia e all’Europa una proposta seria, competente e radicata nei valori. Il popolarismo sturziano ci insegna che la politica è servizio, che la libertà è responsabilità e che la solidarietà non è un principio astratto ma un impegno concreto. Bruxelles ha confermato che questa non è soltanto una riflessione culturale: è una scelta politica. E oggi più che mai, una scelta necessaria.
On. Decio Terrana Coordinatore regionale dell’UDC

