Marchetta (Udc) chiede la stabilizzazione degli OSS con la qualifica di ausiliari specializzati dell’Asp di Agrigento che hanno lavorato all’inizio della pandemia

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La parlamentare regionale dell’Udc è intervenuta a Sala d’Ercole in difesa degli Operatori socio-sanitari (OSS) “dimenticati dalla politica”, rivendicando la stabilizzazione

Rosellina Marchetta

on. Rosellina Marchetta

La parlamentare regionale dell’Udc Rosellina Marchetta, è intervenuta a Sala d’Ercole in difesa degli Operatori socio-sanitari (OSS) “dimenticati dalla politica”, rivendicando la stabilizzazione. In particolare, quelle lavoratrici e lavoratori OSS che tra maggio e giugno del 2020 hanno prestato attività di lavoro subordinato presso l’Asp Agrigento con la qualifica di ausiliari specializzati nel momento più drammatico e incerto della nostra storia recente, ovvero l’inizio della pandemia da Covid19. 

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“Parliamo di settimane in cui – ha evidenziato Marchetta nel corso del suo intervento in Aula – il paese era paralizzato dalla paura, in cui le misure di sicurezza non erano ancora chiare, gli ospedali non erano attrezzati ed il personale sanitario operava in condizioni di rischio assoluto”. “Eppure questi lavoratori non si sono tirati indietro – ha aggiunto – poiché hanno accettato di lavorare mettendo a repentaglio la propria vita per il bene comune e per la tutela della salute collettiva. Questi lavoratori furono reclutati tramite una graduatoria regolarmente approvata. I loro contratti ebbero una durata di 3 mesi. Nonostante le ripetute richieste di proroga e la piena disponibilità a continuare il servizio quei contratti non furono rinnovati. L’esperienza maturata seppur intensa e ad altissimo rischio, è rimasta così limitata a soli tre mesi. Inoltre, con la delibera del Direttore generale dell’Asp di Agrigento numero 8016 del 7 novembre 2024, quel periodo di lavoro non è stato ritenuto utile ai fini della stabilizzazione in quanto inferiore al requisito temporale previsto. Questa è una decisione che non può essere condivisa – ha continuato Marchetta – perché appare profondamente lesiva dei diritti di questi lavoratori”. 

La parlamentare dell’Udc rivolgendosi al presidente dell’Ars ha detto di “ritenere che sia dovere dell’Assemblea prendere in carico questa vicenda per istituire giustizia a persone che in tutti questi mesi abbiamo definito eroi, hanno lavorato a stretto contatto con pazienti affetti da Covid19 quando ancora non esistevano protocolli chiari, quando molti di noi erano chiusi in casa. Oggi forse quella memoria si è affievolita. Io non voglio dimenticare e spero che neppure voi vogliate farlo”. “Ricordo che nel decreto legge 9 marzo 2020 numero 14 pubblicato dalla Gazzetta ufficiale numero di 62, si consentiva all’Azienda sanitaria di procedere ad assunzioni straordinarie e stabiliva che le attività professionali svolte ed emergenza, costituissero titolo valutabile nelle procedure concorsuali dal servizio sanitario nazionale. Eppure a questi lavoratori non è stato riconosciuto alcun titolo, anzi, sono stati esclusi dalle procedure di stabilizzazione. Il requisito dei 18 mesi di servizio previsto dalla normativa vigente applicata in modo rigido ha prodotto una grave disparità di trattamento a parità di posizione di graduatoria, titolo e competenza”. “Ad alcuni – ha aggiunto Marchetta – è stato concessa la proroga del contratto consentendo loro di maturare l’anzianità richiesta ad altri, invece, la proroga è stata negata impedendo di raggiungere lo stesso requisito. Una scelta discrezionale che ha determinato una palese violazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Nel particolare, non si tratta di mettere in discussione l’assunzione effettuate durante la pandemia che sono state giuste e necessarie, si tratta di non dimenticare chi per primo ha rischiato la vita senza tutela, senza certezza, quando il pericolo era massimo. Per questa ragione – ha concluso l’esponente dell’Udc – invito la commissione, l’assessore, il governo regionale a prendere atto di quanto rappresentato oggi in quest’Aula affinché si possa finalmente riconoscere il giusto diritto a questi lavoratori e restituire dignità a chi ha servito lo Stato nel momento più buio con coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio”. 

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