Accordo Europa-Mercosur, Figuccia: “Sulle nostre tavole prodotti non controllati”
Sammartino: “Solo la Lega difende l’agricoltura siciliana”
Tre sale del cinema Eplanet stracolme, oltre mille persone presenti, tra agricoltori, allevatori e semplici cittadini, al centro commerciale La Torre, a Palermo, per ascoltare gli effetti sull’agricoltura siciliana dell’accordo tra l’Unione europea e il Mercosur, il blocco sudamericano nato negli anni Novanta per promuovere l’integrazione commerciale tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Un’intesa destinata a creare una delle più vaste aree di libero scambio al mondo. Promotore dell’iniziativa Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars. Sul palco anche l’assessore regionale all’Agricoltura e vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, Raffaele Stancanelli, eurodeputato, Nino Germanà, segretario regionale della Lega e Santo Caracappa, consulente scientifico, già direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
“Un confronto pubblico sulla posizione della Lega rispetto a un tema strategico per il futuro del comparto agricolo, delle imprese e dei lavoratori siciliani – ha detto Figuccia –. Abbiamo illustrato le criticità dell’intesa e le proposte della Lega tese a difendere l’agricoltura italiana da una concorrenza sleale e da regole non equilibrate. Gli agricoltori sono arrivati in massa perché hanno compreso che dietro le belle parole l’accordo facilita l’ingresso di prodotti agricoli sudamericani non controllati, come la carne, lo zucchero e il riso e tutto ciò che arriverà nei carrelli della spesa – ha proseguito -. Il Mercosur sembra una cosa lontana, ma non è così. La nostra è una battaglia che tutela agricoltori e allevatori e che coinvolge tutti i consumatori e i cittadini”.
Per l’assessore Luca Sammartino “stiamo difendendo l’agricoltura siciliana dalle politiche comunitarie. Il Mercosur è un esempio di come l’Europa sia distante dalle logiche produttive delle singole regioni del nostro Paese ma soprattutto della Sicilia – ha detto -. La Politica agricola comune immagina una produzione unica in Europa, come se in Norvegia dovessimo produrre come produciamo nella provincia di Ragusa. La politica comune mette lacci e lacciuoli, in modo tale che alcune specificità produttive della nostra terra non vengano esaltate. Sono orgoglioso della battaglia che la Lega sta conducendo in Europa: unico partito del governo nazionale a votare coerentemente e a mantenere l’impegno con gli elettori”.
Per Raffaele Stancanelli, che sta seguendo le fasi dell’accordo, “è legittimo che il comparto agricolo sia preoccupato. Avere firmato un’intesa come questa da parte della von der Leyen rappresenta un colpo mortale per la cultura siciliana e italiana in genere – ha spiegato -. Col Mercosur ci saranno prodotti che invaderanno il nostro mercato a prezzi ridicoli. La Lega è riuscita a fare approvare una mozione in Parlamento, affinché sia la Corte di giustizia europea a valutare ed eventualmente a bloccare l’intesa, se incompatibile con i trattati costitutivi dell’Ue”. Secondo Nino Germanà “questa ratifica non fa bene né all’Europa, né all’Italia, né alla Sicilia. La Lega è un partito che quando crede in una battaglia la porta avanti fino in fondo”.
Sul palco, tra i relatori, anche Santo Caracappa, consulente scientifico, già direttore dell’Istituto zooprofilattico della Sicilia: “Se vogliamo mantenere gli standard qualitativi raggiunti in questi anni, così come confermato anche dal riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio dell’umanità Unesco, è necessario continuare a sostenere il nostro Sistema qualità – ha concluso -. Tutto ciò sarà possibile non scendendo a compromessi sulla qualità dei nostri prodotti, focalizzando l’attenzione sul benessere animale, tutela dell’ambiente e controllo su residui e pesticidi. Perché il consumatore deve sapere che le nostre produzioni sono fortemente correlate con la tradizione, biodiversità e senso di comunità”.

