Incarichi apicali in ospedale, CIMO: “Serve una selezione pubblica uguale per dipendenti e universitari. Basta corsie preferenziali”

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La proposta del sindacato al Gruppo di lavoro del MUR sulle Aziende ospedaliero–universitarie: «Prevedere un concorso solo per i dipendenti e la nomina per gli universitari è discriminante e demotivante»

BARBIERI

Il dott. Sergio Barbieri

Garantire regole uguali, trasparenti e fondate sul merito per l’accesso agli incarichi apicali nelle Aziende ospedaliero-universitarie, nei Policlinici universitari e negli IRCCS. È la richiesta che CIMO ha avanzato al Gruppo di lavoro sulle Aziende ospedaliero–universitarie, istituito presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, sollecitando un intervento normativo nazionale capace di superare le attuali disparità tra personale universitario e dipendenti del Servizio sanitario nazionale.

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«In alcune realtà la coesistenza di personale universitario e personale del Servizio sanitario nazionale può generare asimmetrie nell’accesso agli incarichi apicali clinico‑gestionali che alimentano frizioni organizzative e contenziosi, indebolendo l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca – dichiara Sergio Barbieri, Vicepresidente CIMO -. Se infatti i dipendenti devono superare un concorso per poter accedere alla direzione delle strutture apicali, gli universitari vengono nominati dal Direttore generale d’intesa con il Rettore senza esperimento delle procedure concorsuali. Una situazione che produce disuguaglianze e demotivazione tra i professionisti».

La proposta CIMO è semplice e chiara: prevedere una procedura pubblica comparativa obbligatoria per tutti, ovunque, senza deroghe. Questo significa bandi pubblici con criteri e punteggi dichiarati in anticipo; commissioni qualificate con membri esterni a garanzia di imparzialità; valutazione oggettiva di attività clinica, capacità organizzative, esperienza gestionale, didattica e produzione scientifica; pubblicazione trasparente degli esiti e delle motivazioni.

Un tema, quello della direzione delle strutture apicali affidata agli universitari, presente anche nel “Documento di proposte per il personale del comparto e della dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale” adottato pochi giorni fa dalla Conferenze delle Regioni: “Si condivide la necessità – si legge – di avviare un percorso volto alla definizione di una più efficace regolamentazione dell’affidamento di strutture semplici e complesse a personale universitario. Al riguardo, si ritiene necessario sollecitare una disciplina nazionale che tuteli le opportunità di carriera del personale ospedaliero auspicando una maggiore trasparenza e proporzionalità nel bilanciamento tra le esigenze formative e quelle assistenziali”.

«Non possono esistere scorciatoie o automatismi – sottolinea Barbieri -. Chi guida strutture complesse, direzioni di dipartimento ad attività integrata, strutture a direzione universitaria e incarichi equivalenti negli IRCCS deve essere scelto attraverso meccanismi pubblici, verificabili e basati sulle competenze reali, indipendentemente dall’appartenenza universitaria o al SSN».

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