Sanità, in crescita gli iscritti al corso di laurea in medicina a Cefalù
Di Maria e Profita: Grati al presidente Schifani per aver sostenuto il progetto
E’ entrato a pieno regime il secondo anno del corso di Laurea in medicina e chirurgia istituito a Cefalù grazie al partenariato tra l’università UniCamillus e la Fondazione Giglio. Settantuno matricole, che si uniscono ai 55 studenti del primo anno, hanno fatto registrare un incremento di iscritti che “testimoniano come l’università si stia radicando nel territorio siciliano a conferma dell’atteso impatto socio-economico previsto nel progetto”. Ad affermarlo sono il presidente del Cda del Giglio, Victor Mario di Maria, e il rettore di UniCamillus Gianni Profita, che è anche vice presidente del Giglio.
Il polo didattico di Cefalù registra già il coinvolgimento di 41 docenti nelle varie discipline, la presenza di tre amministrativi per la gestione dell’attività organizzativa e il coinvolgimento di professionisti del Giglio e di UniCamillus in due progetti di ricerca. Progetti che hanno dato vita ad un consorzio per una call di Horizon e a un partenariato per una avviso di Regione Siciliana con due imprese (Promed22 e Gesan), CNR e UniMessina. Nel primo anno accademico sono state assegnate 13 borse di studio, per un importo complessivo di 60 mila euro, a studenti residenti meritevoli “finalizzate anche a incentivare la permanenza in regione”.

“Registriamo i primi importanti effetti positivi – ha detto il presidente Di Maria – che confermano la validità di una visione che porterà il Giglio di Cefalù a essere non solo un polo di eccellenza nella cura, ma anche nella formazione e nella ricerca”.
“Questo traguardo – aggiungono Di Maria e il rettore Profita – non sarebbe stato possibile senza la ferma volontà politica e il sostegno strategico del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha fortemente promosso tale processo nel nostro territorio per elevare gli standard della sanità siciliana. Si stanno creando condizioni concrete – concludono – per trattenere i nostri giovani talenti e generare un indotto economico vitale per le Madonie”.

