Oddo (PSI): “L’arte di farsi male a sinistra”
Il centrosinistra si attarda nelle divisioni interne che quantomeno ostacolano il percorso verso le elezioni del 2027
Navigo i mari della sinistra siciliana da sempre. E le liturgie prelettorali rispondono anche questa volta ad un copione già visto. A fronte di una destra che ha governato male, non risolvendo nessuno dei mali atavici della Sicilia, e i cui partiti sono subissati da inchieste Giudiziarie che con scadenza settimanale ne minano la credibilità, il centrosinistra si attarda nelle divisioni interne che quantomeno ostacolano il percorso verso le elezioni del 2027.
Memori del suicidio politico del 2022 che vide dividersi l’attuale schieramento di opposizione in 3 tronconi, il buonsenso consiglierebbe stavolta di non ripercorrere le strade sbagliate del passato.
La ricetta è semplice, valorizzare le cose che ci accumunano, mettersi a lavorare da subito al programma, e sulla base delle convergenze su di esso individuare dopo il candidato governatore che meglio puo’ impersonarlo.
Invece si procede per veti preventivi, tipici di una certa sinistra dalla puzza sotto il naso e schermaglie fra parlamentari sui metodi di conduzione dell’opposizione in aula. Mi voglio augurare che il buonsenso stavolta prevalga, sia nell’interesse nazionale della coalizione progressista, sul cui futuro peserebbe l’ennesimo suicidio siciliano, e sia sopratutto nell’interesse della Sicilia che non può essere costretta a subire altri 5 anni della cura Schifani.
Nino Oddo
segretario PSI Sicilia

