Avanzo di amministrazione, Lavoriamo per Palermo: “Un atto di responsabilità per la città”
Opposizione: “Grave vulnus democratico. Violata la trasparenza e forte pericolo di gestione clientelare del denaro pubblico”
Il consiglio comunale di Palermo ha approvato ieri la delibera che consente di destinare 70 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di importanti misure che vanno dalle opere pubbliche alle scuole, dagli impianti sportivi alla pubblica illuminazione, dalle piste ciclabili ai mercati, passando per il rifacimento strade e marciapiedi.
“Un atto di responsabilità della maggioranza nei confronti della città – dichiarano i consiglieri di Lavoriamo per Palermo Dario Chinnici (capogruppo), Ninni Abbate, Leonardo Canto, Fabrizio Ferrandelli e Ottavio Zacco – visto che se la delibera non fosse stata approvata entro novembre avremmo rischiato di non poter destinare le somme. Spiace, pertanto, che le opposizioni in modo strumentale abbiano deciso di non partecipare ai lavori: di fronte al pericolo di mandare in fumo tanti progetti, anziché contribuire a migliorare la delibera, hanno preferito la strada della strumentalizzazione politica. Il bene della città non può essere barattato con la campagna elettorale, né diventare terreno di scontro politico. La maggioranza si è assunta l’onere di salvaguardare il bene della collettività e continuerà a farlo. Palermo non ha bisogno di polemiche ma, a differenza del passato, di progetti che diventino realtà”.
Critica l’opposizione con i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, di Oso, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli.
“Quanto accaduto ieri in Aula – dichiarano in una nota congiunta – segna una ferita profonda per la democrazia e per la credibilità delle istituzioni. La maggioranza ha scelto di approvare in solitudine una variazione di bilancio che, per entità e contenuti, equivale di fatto a un vero bilancio comunale, senza la presenza dell’opposizione e senza concedere il tempo minimo necessario per un esame serio e responsabile. La documentazione sulla variazione, peraltro incompleta, che muove quasi 5 milioni di euro di spesa corrente e destina oltre 65 milioni di euro di investimenti dall’avanzo, ci è stata trasmessa soltanto alle 19:10, dopo ripetute richieste. In queste condizioni era impossibile esercitare con rigore e coscienza il nostro ruolo di controllo e proposta. Per questo avevamo chiesto formalmente il rinvio della seduta a sabato mattina, nel pieno rispetto delle scadenze e delle prerogative che la legge riconosce al Consiglio. La scelta della maggioranza di procedere comunque, approvando da sola un atto di enorme rilevanza per la città, non è soltanto un atto di arroganza politica, ma rischia di celare logiche clientelari nella gestione del denaro pubblico e anomalie che minano la chiarezza e la correttezza delle procedure”.
“La politica non può ridursi a un esercizio di forza né a un possibile opaco terreno di scambio: deve essere confronto, responsabilità e rispetto delle regole comuni. Quando si nega la trasparenza e si esclude il dialogo, si indebolisce la fiducia dei cittadini e delle cittadine nelle istituzioni e si compromette la dignità stessa della democrazia. Anche se ex post, abbiamo già attivato un’azione di attenta verifica sulla delibera approvata e valuteremo tutte le azioni possibili nelle sedi opportune. Resta oggi però la grave ferita istituzionale: una maggioranza che si conferma arrogante e chiusa al confronto e un Consiglio che viene privato della sua funzione di garanzia e di equilibrio. È un precedente pericoloso che non può passare indenne”.

